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I problemi dei forlivesi? Costo della casa, disoccupazione e strade

E' il costo di una casa il problema numero uno dei cittadini della provincia di Forlì-Cesena: il problema è prioritario per oltre il 60% dei cittadini. Seguono, tra i problemi più sentiti dai cittadini, la disoccupazione, la droga e le buche per la strada

E' il costo di una casa il problema numero uno dei cittadini della provincia di Forlì-Cesena: il problema è prioritario per oltre il 60% dei cittadini. Seguono, tra i problemi più sentiti dai cittadini, la disoccupazione, la droga e al quarto posto un “microproblema” come la pavimentazione delle strade (buche), quindi al quinto posto il traffico, e ancora la corruzione politica e solo dopo l'inquinamento. E' quanto emerge dalla indagine campionaria “Cittadini e vita quotidiana a Forlì-Cesena: benessere, relazioni sociali, partecipazione”, promossa dall’Amministrazione provinciale di Forlì-Cesena e realizzata dall'Università di Bologna.

Come gli enti pubblici affrontano e risolvono questi problemi? Dalla ricerca emerge un po' a sorpresa che i cittadini promuovono i servizi pubblici, in particolare quelli sanitari. Entro una generale disponibilità verso la gestione congiunta dei servizi da parte del settore pubblico e di quello privato, emerge una distinzione tra servizi che si vorrebbero marcatamente pubblici (sanità e scuola), prevalentemente pubblici (assistenza alle fasce svantaggiate, promozione culturale e integrazione), prevalentemente rinviati all’azione combinata tra pubblico e privato. L’apertura a forme di gestione congiunta o privata fa emergere l’idea di un welfare più centrato sull'azione del singolo e sulle sue capacità di auto-attivazione. Il soggetto pubblico resta infatti fondamentale in alcuni ambiti ‘primari’.

Nei confronti di chi deve andare in soccorso il welfare pubblico? Le risposte indicano che sul fronte delle categorie considerate più bisognose, emerge come siano i disabili a meritare la massima priorità nella distribuzione delle risorse pubbliche, ma urgente e necessaria appare anche l’assegnazione di risorse agli anziani, ai minori, ai giovani e ai disoccupati. La maggiore o minore urgenza che viene attribuita agli interventi pubblici a favore di determinate fasce della popolazione mette in luce la presenza tra gli intervistati di una più ampia sensibilità verso situazioni di difficoltà legate al naturale corso della vita o al destino, piuttosto che a questioni socio-economiche e, in particolare, a situazioni in cui si può rintracciare, almeno parzialmente, l’esito di scelte e azioni personali, come la tossicodipendenza.

Relativamente al tipo di struttura scelta per l’ultima visita medica o ricovero si conferma il ruolo preminente svolto dal settore pubblico nell’ambito sanitario: i forlivesi-cesenati hanno optato in maggioranza per strutture pubbliche e solo in modo residuale si sono rivolti a strutture private. A guidare la scelta verso il servizio pubblico sono principalmente motivi di ordine economico e di fiducia, oltre alla vicinanza. Invitati a dichiarare la loro soddisfazione rispetto ai servizi pubblici in generale e, in particolare, ai servizi sanitari, per il lavoro e di assistenza sociale offerti sul territorio, i forlivesi-cesenati attribuiscono nel complesso una piena sufficienza, con il giudizio più positivo rivolto a quelli sanitari.

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