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L'antica via dei Romei passerà nella sua proprietà e lei va al Tar: "E' un falso storico"

Il percorso turistico ciclo-pedonale dell'Antica Via dei Romei deve passare dentro la sua proprietà, con la costruzione di un ponte, ma lei è intenzionata ad opporsi

Il percorso turistico ciclo-pedonale dell'Antica Via dei Romei deve passare dentro la sua proprietà, con la costruzione di un ponte, ma lei è intenzionata ad opporsi e per questo si è messa nelle mani di un avvocato, per un ricorso al Tar e una denuncia in Procura. E' quanto sta accadendo a Galeata. Qui il Comune intende costruire un percorso turistico ricompreso nel progetto dell'Antica Via dei Romei, nel quale è previsto un ponte sul rio Mercatale tra via Madonna dell'Umiltà e via Mercatale, alle porte del paese verso Santa Sofia. Il Comune ha già fatto un bando esplorativo per un importo di 150mila euro per il ponticello ciclo-pedonale, che – nei propositi – dovrà essere completato entro la fine di ottobre.

Tuttavia la signora Donatella Campini, che vive proprio nel tragitto del ponticello, non ci sta e spiega in una sua nota: “Tutto ha avuto inizio alla fine di marzo dello scorso anno, quando senza alcuna comunicazione preventiva, un operaio mi ha chiesto di poter entrare nel cortile per poter tagliare degli alberi dietro casa, dicendo che si trattava della pulizia del fosso, mentre invece il Comune stava cercando di dare inizio ai lavori per la costruzione di una passerella ciclo-pedonale, che attraverserebbe il fosso e passerebbe raso al muro di casa e nella mia proprietà privata”.

La signora ricorda che con la guerra nel 1944 crollò un ponte medievale che si trovava lì, assieme alla  casa dei suoi nonni, che poi hanno comprato un terreno sovrastante, rifatto la casa e la strada per arrivarci. “La vecchia strada faceva tutt'altro percorso, attraversando il campo, è comprovato dalla mappa dello Stato Pontificio e ne sono ancora visibili i resti”, spiega. “Ora il Comune, per una finalità turistica, vuole costruire una passaggio in una proprietà privata, asserendo che si tratta di strada pubblica; peccato che in 70 anni non se ne sia mai occupato e la suddetta strada chiusa è sempre stata ad integrale e totale carico dei proprietari del fondo, sia nella manutenzione ordinaria e straordinaria, dal sistemare il manto stradale, togliere la neve, e pure priva di pubblica  illuminazione”.

Insomma, per la signora, che tuttavia nella sua nota non chiarisce i termini di eventuali servitù di passaggio o espropri da parte del municipio, ciclisti e pellegrini non avrebbero titolo a transitare per quell'angolo di Galeata che ricade sotto la sua proprietà. Il progetto di collegamento dell'antica Via dei Romei, prevedrebbe un costo complessivo di 650.000 euro, spese coperte in parte da finanziamenti del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo. Tuttavia ad essere messa in dubbio è anche la veridicità storica del passaggio dell'antica via che portava a Roma i pellegrini del Nord Europa. Spiega infatti: “Non vi è alcuna certezza di questo itinerario conosciuto da pochi e i riferimenti che si trovano nel libro di Don Mambrini sulla storia Galeatese e in quello di Addis Meleti sulla storia Civitellese, lasciati da un monaco tedesco intorno all'anno mille, in cui elenca pure le tappe del percorso, narra che l'antica strada non abbia mai attraversato il paese di Galeata, ma da Civitella di Romagna si proseguiva dal borgo di San Filippo, per Spinello, Sant'Uberto, Passo del Carnaio e Bagno di Romagna, per poi scendere al Tevere, ma si vuol ora far credere che "tutte le strade portano a Roma"”. Insomma, anche la beffa di un presunto falso storico, sebbene raccogliere oggi informazioni così precise su un itinerario medievale è alquanto arduo. 

La residente spiega di aver tentato un accordo col Comune, che potesse andare bene ad entrambi, ma – conclude nella sua nota - “non vi è stato modo, tanto che l’Ente ha poi recapitato una serie di ordinanze per la rimozione anche del cancello, che serve per la difesa della mia proprietà”. E conclude: “Sono stata costretta a chiedere assistenza legale, e siamo in attesa di pronunciamento nel merito da parte del Tar Emilia Romagna. Nel frattempo i fatti sopra descritti sono stati denunciati alla Procura di Forlì”. 

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