Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Distrutta da un incendio che oscurò il sole su Coriano, rinasce l'Alpe grazie alla tenacia di due fratelli

L’incendio il 2 aprile 2020 aveva completamente distrutto il capannone costruito dai loro genitori. Mentre lavoravano in una tensostruttura hanno ricostruito l'impianto di produzione

“2 Aprile 2020”, lo si legge inciso nel cemento all’ingresso del moderno capannone della Alpe di Forlì, inaugurato lunedì. “La data l’ha scritta a mano mio fratello Luca, per ricordare non tanto l’incendio che quel giorno ha completamente distrutto il capannone costruito dai nostri genitori, quanto l’inizio della nostra rinascita. Proprio quella sera, osservando le ultime braci che ancora ardevano, eravamo qui a pensare a quello che avremmo potuto fare e a progettare la nostra ripartenza”, è il racconto di Alex Pesci, titolare insieme col fratello della ditta che dal 1983 produce imbottiture per divani e dà lavoro complessivamente a circa 40 persone.  

È la bella storia di due fratelli, Alex e Luca Pesci, ora quarantenni, che continuano l’attività e il sogno dei genitori, persi in tenerissima età (il padre) e intorno ai vent’anni (la madre). Eppure sempre presenti nei loro pensieri e nei valori di serietà e correttezza tramandati, oltre che nella solida visione imprenditoriale.  

Eravamo nel pieno del lockdown, il fumo che saliva nella zona industriale si vedeva da lontano, la totale devastazione nella sede di via Augusto Righi avrebbe scoraggiato chiunque. Ma non i due fratelli Pesci, che si sono subito rimboccati le maniche per bonificare e poi ricostruire, a tempi di record. Col supporto di Cna, il progetto si è inserito nel percorso semplificato del Comune “Forlì impresa facile”. Sono intervenuti all’apertura del capannone l’assessora alle Politiche per l’impresa del comune di Forlì Paola Casara, oltre che la presidente e il responsabile marketing di Cna Forlì città, rispettivamente Monica Sartini e Marco Boscherini.

VIDEO - L'intervento dei pompieri tra le lingue di fuoco

L’ingegner Jaures Cappucci, che li ha supportati in questa avventura, ripercorre le tappe della ricostruzione: il 3 aprile erano già in bozza i disegni preventivi per smaltimento e demolizione, poi via col progetto; incassata il 31 luglio l’autorizzazione dal Comune, inizio lavori l’8 agosto, per arrivare all’apertura il 4 gennaio. Tappa intermedia, ma simbolicamente importante, l’assemblea di CNA Forlì città che si è tenuta lo scorso 23 settembre proprio nei locali della Alpe. 

VIDEO - Lo stabilimento distrutto visto dall'alto

“Quello che ci ha permesso di realizzare tutto ciò in questi tempi è la forza della squadra – raccontano i fratelli Pesci – dal progettista al gruppo di imprese locali d’eccellenza coinvolte, dal Comune alla CNA, ai clienti, concorrenti e fornitori. Tutti hanno collaborato in un processo virtuoso che ha davvero trasformato una disgrazia in opportunità. E un enorme grazie va ai nostri dipendenti, che non solo hanno tenuto duro lavorando al freddo in una tensostruttura, ma lo hanno fatto, cosa tutt’altro che scontata, sempre col sorriso restituendoci la fiducia. Noi non abbiamo lasciato a casa nessuno e siamo stati ripagati con un grande senso di responsabilità e attaccamento al lavoro”.  

Nonostante l’incendio, l’Alpe ha sempre garantito la produzione, riorganizzando il lavoro in turni, allestendo una tensostruttura temporanea, affittando un altro capannone e affidando una parte di lavoro ad altre aziende del territorio: “Una volta li si sarebbe chiamati competitor – spiegano i fratelli Pesci – ma noi preferiamo ragionare in una logica di collaborazione e squadra, basata sulla fiducia e sulla stima che negli anni ci siamo guadagnati. Questo ci ha permesso non solo di tenere botta in un anno come questo, ma addirittura di aumentare il fatturato del 7%, dopo un triennio già molto positivo”.

Il capannone, di 2.200 mq, è antisismico, classe A ambientale, progettato per il benessere dei lavoratori con postazioni ergonomiche; dotato di macchinari all’avanguardia 4.0. 

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