Avevano anche un missile aria-aria: stanati a Forlì nell'indagine contro gli estremisti di destra

L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Emilio Gatti e dal suo sostituto Manuela Pedrotta, proseguirà nei prossimi giorni cercando di tracciare le armi e di capire quale sarebbe potuto essere il loro uso

Venti armi da guerra, tra cui fucili d'assalto di ultima generazione, che possono essere usate per eserciti moderni e un missile aria-aria in uso alle forze armate del Qatar. E tre arresti. E' questo il bilancio di un'operazione condotta dalla Digos di Torino e che ha interessato anche Forlì. Il blitz è scattato nei confronti di una serie di soggetti orbitanti nei gruppi dell'estrema destra oltranzista e segue un'attività investigativa relativa ad alcuni combattenti italiani che hanno partecipato alla guerra nel Donbass, in Ucraina.

LA NOTIZIA DA TORINOTODAY - Sequestrato un arsenale

All'operazione, coordinata dalla procura di Torino, hanno collaborato anche le Digos di Milano, Varese, Pavia, Novara e Forlì. L'arsenale è stato ritrovato in un hangar a Rivanazzano Terme (Pavia) insieme ad altro materiale bellico (pezzi di aereo da guerra, pistole lanciarazzi). Nella rete della Digos sono finiti un 60enne italiano residente a Gallarate (Varese), mentre uno svizzero di 42 anni e un italiano di 51 anni sono stati fermati in un albergo nei pressi dell'aeroporto di Forlì.  Erano di passaggio in città. Quest'ultimi erano coloro che avevano nella loro disponibilità il missile da vendere. Gli arresti sono stati convalidati. Ora si trovano ai domiciliari. Lo straniero è il proprietario dell'hangar di Rivanazzano Terme, mentre il 51enne il socio.

Un capannone in provincia di Milano è stato perquisito insieme ad abitazioni nelle province di Varese, Novara e Pavia. Le accuse nei confronti degli indagati sono di detenzione e messa in commercio di armi da guerra.L’operazione, eseguita in collaborazione con l'Ucigos, è partita un anno fa monitoriando le attività di alcuni combattenti italiani (anche torinesi) con ideologie oltranziste evidenziatisi in passato per aver preso parte al conflitto armato nella regione ucraina del Donbass. L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Emilio Gatti e dal suo sostituto Manuela Pedrotta, proseguirà nei prossimi giorni cercando di tracciare le armi e di capire quale sarebbe potuto essere il loro uso.

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