Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

La Croce Verde Meldola-Predappio torna in Bosnia per ricostruire un ospedale

E' in pieno svolgimento l'ennesima missione in Bosnia-Erzegovina della Croce Verde Meldola-Predappio. Il primo obiettivo del viaggio, scattato all'alba di venerdì, è portare aiuti a Bihac, capoluogo della Kraijna bosniaca

E’ in pieno svolgimento l’ennesima missione in Bosnia-Erzegovina della Croce Verde Meldola-Predappio. Il primo obiettivo del viaggio, scattato all’alba di venerdì, è portare aiuti a Bihac, capoluogo della Kraijna bosniaca. Le autorità locali stanno battendo cassa in Europa per reperire le risorse necessarie a ricostruire l’ospedale cantonale “Irfan Ljubijankic”, andato completamente distrutto il 25 luglio scorso a causa di un incendio.

“I pazienti più gravi – dichiara il presidente croceverdino Ferdinando Avenali – sono stati trasferiti a Karlovac, in Croazia. Su richiesta del governo locale, con cui abbiamo un rapporto di solidarietà ormai ventennale, abbiamo inviato due “tir” per cercare di riattivare un presidio sanitario d’emergenza”. Nella bolla di carico spiccano letti e attrezzature donati dall’Ospedale Bufalini di Cesena, nonché i materiali donati dalla grande lavanderia industriale “Linea Sterile” di Gatteo”. Senza dimenticare l’ennesimo slancio di generosità della ditta Idrotermica Coop di Forlì, che ha messo a disposizione della Croce Verde magazzini e uomini per stoccare e caricare tutta la merce. A Bihac, i volontari romagnoli presenzieranno allo scarico del materiale inviato da Forlì, perché nulla vada perso, com’è nello stile dell’onlus bidentina. Dopodiché scatterà la seconda fase della missione, quella più delicata. Avenali e C. approfitteranno del viaggio di ritorno per portare in Italia Damir, Fata e Mohamed.

Si tratta degli ultimi tre minori bosniaci affetti da leucemia trapiantati all’ospedale Sant’Orsola di Bologna nell’ambito del progetto “Amra”. Nei primi giorni del nuovo anno, i piccoli saranno raggiunti da Samra, altra bimba leucemica che sarà sottoposta a controlli, nella speranza di avere salva la vita col trapianto di midollo osseo. “Siamo in attesa di donatore – aggiunge Avenali – per un altro bimbo di 12 anni, mentre un piccolo di 7 anni con sorella donatrice sarà sottoposto ad intervento non appena arriverà l’autorizzazione al trapianto”. Con Samra saranno sei i minori bosniaci portati in Italia dalla Croce Verde Meldola-Predappio nell’ambito del protocollo “Progetto Amra - Andare oltre i confini”, firmato il 28 ottobre 2011 da Ageop-Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica di Bologna e dalla stessa Croce Verde. Se l’onlus meldolese mette le spese di trasporto, Ageop paga l’alloggio ai familiari del bimbo. Dal canto loro, Regione Emilia-Romagna e Clinica Sant’Orsola scontano completamente i costi dell’intervento.

Avenali ringrazia in modo particolare le 164 persone che, il 24 novembre scorso, hanno preso parte al pranzo di solidarietà organizzato a Predappio proprio per sostenere iniziative di solidarietà come il progetto “Amra”. Se in Italia la ricerca scientifica consente a molti piccoli di guarire, in Bosnia-Erzegovina rimane un dramma. La federazione balcanica non possiede ancora un reparto ospedaliero in grado di trapiantare midollo osseo. Questo spiega i viaggi della speranza in Italia (gratuiti) e in Germania (a pagamento). Nel giugno scorso, a Sarajevo, è stato siglato un ulteriore protocollo fra Croce Verde Meldola-Predappio, Ageop Bologna, Clinica Pediatrica e Centro Clinico-Universitario di Sarajevo, Croce Rossa e Ministero della Sanità Bosniaco con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia: ci sono fondate speranze che entro il 2015 anche le istituzioni locali siano in grado di instaurare in casa un processo autonomo nella cura delle leucemie. Nel frattempo, Croce Verde e Ageop continueranno a dare speranza a tante creature impegnate nella difficile lotta della vita. La missione della Croce Verde in Bosnia-Erzegovina si concluderà nelle prime ore di domani.

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