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La vita ai tempi del Coronavirus - Come lavora da casa un'educatrice dell'asilo nido

I nostri coordinatori ci hanno suggerito una bellissima iniziativa, che io e le mie colleghe abbiamo accettato con entusiasmo, quello di mandare audio, foto e video ai nostri bambini a casa, così per aiutare i genitori ad intrattenerli

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Mi chiamo Jessica, ho quasi 26 anni e a novembre mi sono laureata alla magistrale di Pedagogia all'Università di Bologna. Da maggio 2019 faccio parte dell'equipe educativa di Formula Servizi alle persone ed a settembre ho iniziato l'anno accademico in un nido di Forlimpopoli, il mio ruolo era fare l'educatrice. Educatore di professione e passione, quello è stato il mio primo lavoro “serio” che si differenziava dai lavori stagionali che ho fatto fin dalle superiori. Poi sappiamo tutti com'è andata, da marzo sono a casa, come tantissime persone, ma il nostro ruolo è quello di lavorare per i bambini, anzi con i bambini, quindi come potevamo continuare da casa?

I nostri coordinatori ci hanno suggerito una bellissima iniziativa, che io e le mie colleghe abbiamo accettato con entusiasmo, quello di mandare audio, foto e video ai nostri bambini a casa, così per aiutare i genitori ad intrattenerli. Sappiamo tutti che nel 2020 è difficile giocare con i bambini e ancor più brutto ammettere che già dal nido i bambini sono sempre più a contatto con i dispositivi tecnologici. Per questo motivo noi ci siamo in un qualche modo discostate da questa realtà tecnologica, al fine di incoraggiare lavori manuali che attivano la creatività in “vecchio stile”. A quel punto mi è venuta un'idea.

Abito in un comune di campagna, Predappio, un paese che sta vivendo una situazione difficile come la maggioranza delle città italiane, ma i nostri rappresentanti non si sono arresi, anzi, hanno creato diversi contest sui Social, così da attivare la popolazione. Dal #iomiallenoacasaapredappio a #ioleggoacasaapredappio, io ho “inventato” l'hastag #iolavoroacasaapredappio postando foto o video delle attività che svolgo per i bambini del nido, facendole conoscere, in questo modo, ad una rete più ampia di persone. Perché non usare la tecnologia in maniera intelligente e creativa? Così è cambiata la mia vita ai tempi del corona virus, dal contatto diretto con dei bambini per 8 ore al giorno, a non vederli crescere e ridere. Nonostante ciò sono sicura che la nostra iniziativa territoriale, diffusa anche dal Coordinamento Pedagogico del comune di Forlimpopoli sta facendo un bellissimo lavoro. Un lavoro di collaborazione ed empatia, due parole che purtroppo sono andate perse da un po di tempo e perché no, forse dopo la quarantena ricominceremo ad usarle. 

Jessica Gurioli
 

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