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Lolli parla davanti ai giudici del Riesame e rigetta le accuse di terrorismo

L'imprenditore originario di Bertinoro, ex patron della Rimini Yacht, è apparso in buona forma e pronto a difendersi

Si è svolta nella mattinata di venerdì l'udienza, davanti ai giudici del Riesame, che vede il forlivese Giulio Lolli ex patron della Rimini Yacht accusato di terrorismo. L'imprenditore, estradato dalla Libia lo scorso 1 dicembre dove era stato condannato all'ergastolo per terrorismo e fiancheggiamento di un gruppo estremista separatista, è apparso in buone condizioni e ha preso la parola per respingere con forza le imputazioni che gli vengono mosse. Sofferente per i capi d'accusa il "capitano Karim", come si faceva chiamare nel Paese africano, ha fornito la sua versione sui fatti. Difeso dall'avvocato Antonio Petroncini, ha anche chiesto la revoca della misura cautelare che lo ha portato in carcere in Italia. Prima di essere rimpatriato nel nostro Paese, Lolli in Italia era considerato latitante per la giustizia da 9 anni; da quando cioè il sostituto procuratore Davide Ercolani lo aveva indagato per associazione per delinquere, truffa, falso e appropriazione indebita nell'ambito dell'inchiesta sulla vendita di imbarcazioni di lusso.

Soprannominato il "pirata", proprio per quella sua rocambolesca fuga a bordo di uno yacht verso le coste del nordafrica, e per le sue presunte avventure in Libia era stato consegnato dalle autorità del Paese africano al Ros dei Carabinieri grazie all'intervento diplomatico dell'Ambasciata Italiana di Tripoli dell'Ufficiale di Collegamento della Polizia di Stato, in accordo con il Ministero della Giustizia Ministero degli Esteri e sotto l'impulso della Procura della Repubblica di Rimini e quindi del sostituto procuratore Davide Ercolani.

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