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Cronaca

Maltrattava i genitori arrivando a mettere un coltello alla gola del padre, assolto per incapacità di intendere

Quando aveva appena 18 anni, infatti, il giovane prese a maltrattarli, offenderli, minacciarli e picchiarli. L'apice delle vessazioni quando arrivò ad appoggiare in modo minaccioso un coltello sulla gola del padre

Assolto per incapacità di intendere e volere: è l'esito del processo a un giovane forlivese di 20 anni che due anni fa costrinse i suoi genitori a denunciarlo. Quando aveva appena 18 anni, infatti, il giovane prese a maltrattarli, offenderli, minacciarli e picchiarli. L'apice delle vessazioni quando arrivò ad appoggiare in modo minaccioso un coltello sulla gola del padre. Il giudice Maurizio Lubrano lo scorso ottobre firmò la misura cautelare dell'allontanamento dalla casa famigliare (pm Lucia Spirito).

Al processo il giovane, difeso dall'avvocato Giovanni Principato, ha chiesto e ottenuto la perizia psichiatrica, anche considerando i precedenti provvedimenti di Tso che furono svolti in quel periodo a suo carico e della sua degenza nel Dipartimento di Salute Mentale all'ospedale di Forlì. Il perito del giudice ha così accertato l'incapacità di intendere di volere del giovane all'epoca dei fatti a causa di disturbi mentali, una situazione che poi sarebbe tornata compensata grazie alle cure psichiatriche. Per questo il giudice Giorgi ha deciso per l'assoluzione del 20enne, nel frattempo dichiarato non più pericoloso socialmente.

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