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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Sculture

Marduk svetterà all'ingresso del Foro Boario: nella rotonda un toro rivestito in mosaico realizzato da studenti e volontari

A realizzare l'opera gli studenti del Liceo Classico "Morgagni", guidati dallo storico d'arte e artista Luigi Impieri

Una scultura per la rotonda del Foro Boario. Si chiama "Marduk" e verrà inaugurata sabato mattina alle 10,30, alla presenza delle istituzioni. A realizzarla gli studenti del Liceo Classico "Morgagni", guidati dallo storico d'arte e artista Luigi Impieri. "L’opera - entra nel dettaglio Impieri - è una scultura in ferro, cartapesta, colle viniliche e poliuretano espanso, rivestita in mosaico trencadìs, e rifinita a stucco. Rappresenta un toro, in forma stilizzata, che trae ispirazione dal Bos Primigenius, specie di Mammifero Artiodattilo Bovide, di dimensione notevole, con corna lunghe e pesanti, che si estinse nel 17esimo secolo e che è considerato il capostipite di tutte le razze di Bovinidomestici".

"L’immagine del toro è importante, perché si collega direttamente al luogo in cui la scultura sarà installata, ovvero la rotonda antistante il Foro Boario, luogo rinomato a Forlì, poiché qui, già alla fine degli anni ‘20, era stato istituito quello che diventerà col tempo, uno dei cinquemercati di bestiame, più importanti d'Italia, fino alla sua chiusura, avvenuta alla fine degli anni ‘70", prosegue l'artistica, spiegando che "il tema del toro mi è sembrato interessante, anche perché ha una derivazione, che mette in relazioneil nome Italia con un graffito rupestre del paleolitico superiore, ritrovato a Papasidero, in Calabria,rappresentante un Bos Primigenius. Varrone infatti, fa derivare la parola Italia dai vitelli ("Italia aVitulis") per l'abbondanza e bellezza del vitello, Vitulus in Latino. Il passaggio dalla forma Vitalia aItalia è in tal caso spiegabile con la semplice caduta della consonante iniziale per mezzo del Greco classico, in cuila lettera V è assente. “La regione, che ora chiamasi Italia, anticamente tennero gli Enotri; un certotempo il loro re era Italo, e allora mutarono il loro nome in Itali” (Antioco di Siracusa, in Dionigid’Alicarnasso)".

Il nome, Marduk, prosegue Impieri, "si richiama ai miti delle prime civiltà e rimanda ad alcuni tori, rappresentati sullemaioliche della porta di Istar, a Babilonia". L’opera, alta 225 centimetri., lunga 300 centimetri e larga 120 centimetri, è stata realizzata al Liceo Classico Morgagni di Forlì e alla sua realizzazione hanno partecipato tantissimi studenti a cui si sono aggiunti altri cittadini volontari: "Nel tempo, sotto la mia guida, hanno potuto imparare la tecnica costruttiva di un’opera in cartapesta, composta da tanti altriindispensabili materiali, atti a renderla solida e impermeabile - racconta l'artista -.Tutte queste persone hanno avuto modo di rivestirla di innumerevoli “frantumi”, fatti di tesserine disparate, anche sottratte alle discariche, e d’oggetti, frutto delle tante donazioni di comuni cittadini, che contengono importantiricordi e sentimenti forti".

"Nell’insieme questo lavoro partecipato assume la forma di una metafora, composta da un mondo di varia umanità, nel quale si sono ritrovati insieme tante persone(normodotati, diversamente abili, giovani, anziani, italiani e stranieri) - conclude -. Costoro sia pure nelledistinte ed indispensabili differenze, anche in termini di competenze e capacità, si sono riconosciuti quali testimoni di una pratica artistica di cittadinanza attiva, che li ha visti protagonisti un interventodi cura e abbellimento di un luogo del cuore della città di Forlì". Il lavoro verrà presentato al pubblico alla presenza delle istituzioni sabato alle 10.30.

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