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Maxi-donazione per la ricerca oncologica: 150mila euro l'anno dal Marco Polo

Il connubio fra Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) IRCCS e Università di Bologna - nato tre anni fa per promuovere la ricerca contro il cancro in campi ancora inesplorati - ha trovato due alleati preziosi: il gruppo SGM-MarcoPolo Expert e la famiglia Silvestrini

Il connubio fra Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) IRCCS e Università di Bologna – nato tre anni fa per promuovere la ricerca contro il cancro in campi ancora inesplorati –  ha trovato due alleati preziosi: il gruppo SGM–MarcoPolo Expert e la famiglia Silvestrini Vespignani. Grazie all’impegno etico dell’azienda e a quello diretto della famiglia fondatrice dell’importante Gruppo, infatti, riceveranno un potente impulso – ben 150mila euro l'anno per il triennio 2012-2014 – due progetti di ricerca varati dal comitato IRST-UniBo.

Unendo le potenzialità degli studi d’ispirazione traslazionale portati avanti dai professionisti dell’IRST alle capacità dei ricercatori della Seconda Facoltà di Ingegneria-Polo di Cesena dell'Università di Bologna, intento è quello di mettere a punto innovative tecnologie per combattere con terapie sempre più personalizzate alcune tra le più temibili neoplasie: il tumore ai polmoni e quello al fegato. Il primo progetto – Epi-Staminal, condotto per parte IRST dai dottori Wainer Zoli (Direttore del Laboratorio di Bioscienze), Anna Tesei e Daniele Calistri; per parte UniBo dai prof. Alessandro Bevilacqua, Domenico Giordano – mira a definire sia dal punto di vista morfologico sia molecolare, le cellule staminali polmonari; ovvero quel tipo di cellule in grado di rinnovarsi e dare origine alle diverse tipologie dell’organo cui appartengono. Un carattere “jolly” che a volte le porta a divenire tumorali, cioè a dare origine a gruppi di cellule maligne che si autorigenerano diventando capaci di resistere a qualsiasi trattamento faramacologico.

Perfect – condotto per IRST dal professor Giampaolo Gavelli e dal dottore Domenico Barone mentre per UniBo dal prof. Alessandro Bevilacqua – si prefigge di fornire, tramite l’uso di TAC e dell’elaborazione digitale dei dati, modelli per un miglior utilizzo dei farmaci cosiddetti “anti-angiogenetici” ovvero in grado di bloccare il processo di costituzione della rete vascolare nel tumore, i canali di “nutrimento” delle cellule. “L’impegno assunto – ha detto Maria Grazia Silvestrini, vice presidente SGM MarcoPolo Expert – segue la nostra volontà di rendere al territorio quanto riceviamo. Se tempo fa, queste erano azioni fatte un po’ in sordina, oggi devono essere urlate: tutti devono capire quali enormi risultati si possano ottenere”.

Impegno esemplare, sottolineato anche da Roberto Pinza, Presidente IRST: “Veniamo da un recente successo, il riconoscimento in IRCCS – ha detto –. Abbiamo però sempre creduto che mentre si lavora per un obiettivo, debbano essere aperti almeno altri tre-quattro cantieri; quello della ricerca e del rapporto con l’Università di Bologna è uno di questi. Una frontiera che chiama all’unità realtà pubbliche e private”. Sul valore multidisciplinare dell’accordo che lega IRST e Facoltà di Ingegneria UniBo, gli interventi del Prof. Enrico Sangiorgi (Direttore Dipartimento di Ingegneria dell’Energia Elettrica e dell’Informazione «Guglielmo Marconi») e del Prof. Dino Amadori, Direttore Scientifico IRST. “IRST-UniBo – ha dichiarato il Direttore IRST – è un raro esempio di collaborazione interdisciplinare e interistituzionale. Pensare, infatti, che i tumori possano essere combattuti solo con la medicina classica sarebbe un grave errore: i frutti più promettenti oggi arrivano dalla bioingegneria, nanotecnologie, immunoterapia”.

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