Turni di 11 ore, divani e poltrone realizzati sfruttando gli stranieri: scatta il blitz dell'Arma

Gli uomini dell'Arma hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per "sfruttamento del lavoro" e denunciato il cittadino cinese

Il contratto firmato prevedeva quattro ore di lavoro al giorno. Ma in realtà restavano sette ore in più in azienda, in cambio di un pochi euro. Blitz dei Carabinieri dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Forlì, coordinati dal procuratore capo Maria Teresa Cameli e dal sostituto Fabio Magnolo, che hanno accertato la condizione di sfruttamento lavorativo a carico di cinque cittadini extracomunitari, tutti di origine africana, da parte di un cittadino cinese, risultato il gestore di due imprese operanti a Forlì nel settore della produzione di poltrone e divani.

Gli uomini dell'Arma hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per "sfruttamento del lavoro" e denunciato il cittadino cinese. Il provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari di Forlì, su richiesta della Procura, trae origine da un’attività investigativa avviata nel luglio del 2019 dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Forlì, a seguito di denunce presentate da due lavoratori di origine nigeriana. Gli uomini dell'Arma sono stati impegnati in servizi di osservazione, controllo, verifiche ispettive e acquisizioni di testimonianze rese da numerosi lavoratori.

Secondo quanto ricostruito, lo pseudo imprenditore cinese (formalmente è risultato estraneo a qualsiasi compagine societaria) aveva stipulato con le vittime, un contratto di lavoro per sole 4 ore giornaliere,ma  di fatto le sottoponeva a turni di lavoro di non meno di 11 ore al giorno, corrispondendo loro un compenso nettamente inferiore a quanto dovuto in applicazione del contratto collettivo di settore ed approfittando del loro stato di bisogno derivante dal precario status giuridico – sociale. Le vittime, secondo gli elementi investigativi raccolti dall'Arma, si trovavano in uno stato di soggezione, dovuta alla necessità di conservare il posto di lavoro, per garantirsi la regolare permanenza sul territorio nazionale, ancorchè in condizioni di sfruttamento.

Fonti investigative parlano di "atteggiamento prevaricatore ed ingiurioso" da parte del titolare nei confronti dei lavoratori sfruttati, verso i quali venivano pronunciate "frasi offensive e discriminatorie legate alla loro provenienza geografica". Il quadro probatorio costruito dai militari ha consentito all’Autorità Giudiziaria di emettere l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico dell’imprenditore cinese, disponendo anche il sequestro preventivo della somma di oltre 60mila euro sui conti correnti riferibili all’indagato, come profitto derivante dalla condotta illecita. La magistratura ha disposto inoltre il controllo giudiziario del complesso aziendale delle attività facenti capo all’indagato, al fine di garantire la continuità d’impresa nell’interesse dei lavoratori occupati.

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I commenti

"Purtroppo succede anche questo. A Forlì, nel 2020, lavoratori stranieri sfruttati e praticamente schiavizzati con turni massacranti e per i quali erano in regola solo quattro ore al giorno. Un “imprenditore“ cinese attivo nel settore delle poltrone e dei divani sfruttava così cittadini extracomunitari bisognosi di un contratto per mantenere il permesso di soggiorno. Voglio ringraziare le donne e gli uomini dei Carabinieri dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Forlì, coordinati dal procuratore capo Maria Teresa Cameli e dal sostituto Fabio Magnolo, che hanno scoperto e messo fine a questa condizione di sfruttamento, anche in seguito alle denunce di alcuni lavoratori. Ciò è un dovere anche a tutela delle tante imprese perbene, oneste e in regola che faticano ogni giorno a stare sul mercato. Per questo auspico che continui ad essere alta l'attenzione verso questo fenomeni che certo, purtroppo, non sono isolati". Lo afferma il parlamentare romagnolo Marco Di Maio a seguito dell'operazione odierna condotta dall'Arma dei Carabinieri.

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