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Estate / Modigliana

Per 33 ragazzi delle medie di Modigliana un'avventura in Trentino Alto Adige senza telefonino

Una sensazione unica, spalmata lungo 8 indimenticabili giornate in Trentino Alto-Adige, nella alta Valsugana, nel comune di Telve, poco sotto il Passo Manghen a oltre 1200 metri

“L’esperienza non è che uno spiraglio dal quale ci giungono bagliori delle cose eterne”, scrive il filosofo Pavel Florenskij. E l’esperienza del campo estivo ha regalato a 33 ragazzi delle scuole medie di Modigliana e a tutti i loro educatori e accompagnatori vere e proprie luci di speranza e unione. Una sensazione unica, spalmata lungo 8 indimenticabili giornate in Trentino Alto-Adige, nella alta Valsugana, nel comune di Telve, poco sotto il Passo Manghen a oltre 1200 metri.

"Circondati dalle verdi montagne del Lagorai, con un raro sottofondo di bramiti di cervi che ben si coglieva all’imbrunire e un intreccio quasi inestricabile di sentieri e sentierini scavati nella roccia, la ciliegina sulla torta di cotanta bellezza eravamo proprio noi del campo, ragazzi, animatori e cuochi - racconta Mattia Brienza dello staff del campo estivo -. Una comunità completa. Dal 16 al 23 luglio, non è mancato nulla: le passeggiate con relative levatacce, i turni di pulizia con i relativi servizi, i grandi giochi, lo stare insieme, l’accogliere le particolarità e i caratteri di ognuno, gli scherzi notturni e diurni, i canti, i balli di gruppo, la buona cucina e soprattutto tanta gioia. Che sia stata un’avventura meravigliosa lo hanno dimostrato i ragazzi stessi con il loro carico di entusiasmo, di emozioni, di implorazioni perché le passeggiate fossero più facili, di abbracci, di commozione e di sana competizione fra le quattro squadre con una lotta fino all’ultimo punto per vincere il campo".

Il tema delle attività di quest’anno era ispirato al film “Harry Potter e la Camera dei Segreti”, ovvero la storia di come il mago più famoso del cinema, grazie all’aiuto e al coraggio dei suoi compagni di scuola, combatte per il bene e affronta le difficoltà della vita. "I ragazzi hanno imparato a unire sempre le proprie forze mentre si cammina e si vive insieme e hanno provato a fidarci un po’ di più degli altri e di Dio, lasciandoci guidare da Lui e dal suo amore che è meglio di qualsiasi pozione o bacchetta magica - prosegue Brienza -. Dopo una settimana così, sono tante le cose cambiate o riscoperte in noi adulti e nei ragazzi: il modo di porci, di relazionarci con gli altri, il pensiero su quell’amica o amico, l’importanza del mio piccolo impegno per il bene di tutti, lo scoprire di riuscire a stare bene anche una settimana senza cellulare".

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