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Freddo e neve, in arrivo una piccola buriana: le previsioni meteo dell'esperto

"Indubbiamente gli ultimi giorni dell'anno ci introdurranno nel vero inverno dopo un lunghissimo periodo mite", afferma Randi

Definirla 'buriana' non è del tutto sbagliato. Perchè quello atteso a partire dai prossimi giorni è un freddo che arriverà direttamente dalla Russia. E' quanto spiega a RomagnaOggi.it-ForliToday Pierluigi Randi, meteorologo-previsore di MeteoCenter.it/Meteoromagna.com. "Normalmente viene indicato come “buran” un evento che porta a venti freddi molto forti (non necessariamente neve) e che preleva le masse d’aria dal cuore della Russia - chiarisce l'esperto meteo -. E' quello che ipoteticamente ci attende solo in parte: infatti nella prima fase l’aria proverrà dal Mare del Nord prima e Scandinavia poi; mentre da martedì le correnti effettivamente pescheranno aria dalle zone più continentali con venti sostenuti. In questo caso diciamo che si potrebbe usare questo termine".

L'ultima 'buriana' degna di nota risale al dicembre del 1996: "Se le previsioni dei modelli fisico-matematici inerenti il campo termico in bassa troposfera (tra il suolo e circa 1500 metri) verranno rispettate, il prossimo evento dovrebbe risultare meno intenso rispetto a quello del dicembre 1996, con temperature superiori di 3-4°C rispetto a quelle che giunsero in libera atmosfera in quella occasione. Tuttavia potrà trattarsi ugualmente di un episodio non prolungato, ma comunque degno di rilievo, e più somigliante, sotto certi aspetti, a quello del dicembre 2010".

Insomma è confermato: dal caldo anomalo si passerà al gelo russo...
Indubbiamente gli ultimi giorni dell’anno ci introdurranno nel vero inverno dopo un lunghissimo periodo mite. Infatti è già in atto un sostanziale cambio circolatorio su scala emisferica, che ci porterà da correnti atlantiche o mediterranee ancora alquanto miti, specie sui rilievi, a flussi che dapprima proverranno dal Mare del Nord, ma che in seguito si disporranno dalle repubbliche baltiche e Russia portando con sè aria sempre più fredda. Questo a causa della rimonta sull'oceano Atlantico di un campo di alta pressione, che bloccherà le miti correnti oceaniche, favorendo nel contempo la discesa di impulsi freddi da nord. In tal senso si passerà da temperature ben superiori alle medie del periodo a valori decisamente al di sotto, anche ciò avverrà essenzialmente da martedì.

E' prevista anche la neve?
Non nella prima fase; sabato transiterà un primo fronte proveniente dalle isole britanniche attraverso la Francia, ma le correnti meridionali che lo precedono porteranno lo zero termico a livelli relativamente elevati, e quindi nel pomeriggio ed in serata si potranno avere piogge a carattere sparso, con neve solo sui rilievi appenninici a partire da 800-900 metri in eventuale calo in serata fino a 300 metri, ma con precipitazioni assai deboli ed irregolari. Domenica, con lo spostamento di un centro di bassa pressione lungo l’Adriatico, verrà richiamata aria più fredda da nord che potrà favorire nevicate sparse, in genere deboli o al più moderate, anche nelle zone pianeggianti che in mattinata potranno raggiungere anche la costa. Al momento comunque non sono attese precipitazioni intense e peraltro intermittenti.

Nel pomeriggio-sera di domenica il possibile ingresso di tese correnti di bora renderanno più probabile deboli piogge su costa e pianure orientali; questo perchè i venti di bora da nord-est scorrono sulla superficie del mare, tiepida, e subiscono un parziale riscaldamento dal basso, e se non ci sono temperature particolarmente basse (esempio nel caso del febbraio 2012) a volte il campo termico può divenire, nei primi 200-300 metri di quota, non abbastanza freddo per determinare nevicate. Nevicate si avranno invece su tutti i rilievi e localmente fino alle pianure pedecollinari, sempre nel pomeriggio di domenica.

Poi cosa accadrà nei prossimi giorni?
Un secondo impulso di provenienza artica è previsto per martedì, e questo sembra essere più intenso ed accompagnato da masse d’aria assai più fredda rispetto a quello precedente, sia in quota che nei bassi strati. Tale situazione potrebbe portare ad una nuova fase instabile tra martedì e mercoledì prossimi, con precipitazioni che al momento sembrano non essere particolarmente intense, ma nevose anche su tutte le pianure e la costa. Anzi, proprio nel tratto costiero ravennate-riminese non si escludono rovesci di neve (in parte favoriti dal mare tiepido) che localmente potranno assumete una certa intensità. In seguito (dal giorno 3) l’afflusso di aria fredda dovrebbe smorzarsi anche se nei bassi strati l’aria fredda rimarrà sedimentata un poco più a lungo. A partire da domenica non mancheranno forti venti di bora a parte una possibile pausa nella giornata di lunedì. Temperature che tra il 29 dicembre e il 3 gennaio si manterranno al di sotto della norma con gelate diffuse, specie sui rilievi.

Saranno precipitazioni copiose?
Al momento non sono attese precipitazioni intense. Solo sui rilievi e localmente lungo la costa (su quest’ultima a causa di possibili rovesci) potranno aversi fenomeni più significativi. Altrove, nonostante il rischio neve sia medio-alto da domenica e martedì compreso, si attendono precipitazioni deboli o al più moderate; ovviamente se le proiezioni dei modelli verranno confermate.

Capodanno al gelo e senza fiocchi?
Probabilmente sì, dal momento che il secondo impulso freddo dovrebbe transitare con la sua componente più instabile il giorno 30, lasciando il 31 con un freddo pungente (ma non eccezionale) ma con rischio di precipitazioni molto basso, a parte forse residui rovesci di neve su rilievi e riminese nelle prime ore di mercoledì. Ma su questo particolare aspetto serviranno ulteriori conferme nelle prossime 48 ore almeno.

Il deposito di aria fredda favorirà poi nevicate d'addolcimento nel nuovo anno?
Al momento sembra di no, poichè l’irruzione di aria fredda dovrebbe chiudersi con l’avvento di un nuovo campo anticiclonico apportatore di tempo sostanzialmente stabile e con ancora freddo nelle pianure. Ma in questi casi è bene rimanere prudenti poichè mancano diversi giorni alla possibile evoluzione post irruzione fredda, e non si possono escludere “sorprese”.

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