Il prof minaccia di diffondere foto hot della sua laureanda, l'università: "Il codice etico c'è"

Con la chiusura del caso dal punto di vista investigativo, sarà ora l'iter in tribunale a dire la parola definitiva sulle accuse relative a diffamazione, trattamento illecito di dati personali e minacce

Con la chiusura del caso dal punto di vista investigativo, sarà ora l'iter in tribunale a dire la parola definitiva sulle accuse relative a diffamazione, trattamento illecito di dati personali e minacce mosse nei confronti di un docente ordinario di 66 anni di un ateneo universitario dell'Emilia. Il caso è ora è in mano agli avvocati, che stanno studiando tutte le possibili soluzioni. Dalla Squadra mobile di Forlì - che ha curato nel 2015 le indagini su disposizione della Procura della Repubblica di Forlì (pm Lucia Spirito) - intanto arriva la conferma che la studentessa forlivese vittima di questi comportamenti è riuscita comunque ad ottenere il titolo di studio per il quale frequentava il corso, in questo caso un corso di specializzazione in ambito medico.

L’episodio, come spiegato, risale al 2015, quando una giovane studentessa universitaria, specializzanda, aveva denunciato di essere vittima da parte di un suo docente con il quale aveva intrattenuto in passato una relazione sentimentale, di comportamenti persecutori e diffamatori, in quanto quest’ultimo non si rassegnava alla fine della loro relazione. La rabbia del docente sarebbe scoppiata, in particolare, quando venne a sapere di un'altra relazione della studentessa.

A quel punto il docente avrebbe “postato” una sua foto ritratta in costume da bagno su Facebook e poi inoltrata sulla mailing list dell’università con la minaccia che ne sarebbero seguite altre anche di più intime ed esplicite in suo possesso. Non contento aveva preso contatti con il neo fidanzato al quale aveva inviato foto intime della loro precedente relazione. La ragazza ha anche denunciato la difficoltà nel non riuscire a completare il suo percorso di studi in quanto lo stesso docente aveva fatto di tutto per ritardare i tempi di consegna della tesi di specializzazione che la stessa era in procinto di depositare. Per fortuna, però, almeno il suo percorso di studi non ne ha risentito in modo definitivo.

Interpellata da ForlìToday anche l'Università statale presso cui il docente tuttora opera, non è stata fornita l'informazione se, come spesso avviene in tali casi, è stato avviata una procedura di carattere deontologico, eventualmente sospesa in attesa degli esiti investigativi dell'autorità giudiziaria. Dagli uffici del rettorato invece oltre al fatto che "non vengono rilasciate dichiarazioni sul fatto", viene solo data risposta affermativa sul fatto se l'università si sia dotata di un Codice Etico, che è appunto presente dal 2015 e pubblicato sul sito internet istituzionale, che punisce dal punto di vista disciplinare una serie di condotte. Tra queste non viene citata la questione dell'opportunità o meno dei rapporto sentimentali e sessuali tra professori e studenti consenzienti, tuttavia individua, in termini generali, come condotte potenzialmente censurabili la violazione della "dignità della persona e il clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante od offensivo", riferito all'ambiente sessuale. Nello stesso articolo del Codice Etico si specifica inoltre che "considerato il ruolo educativo dell’Università, assumono particolare gravità le molestie, anche sessuali, nonché le vessazioni, gli abusi morali o psichici e le pratiche persecutorie, da parte di docenti nei confronti di studenti".

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