Armati di pistola assaltano una banca e tengono in ostaggio i dipendenti. Caccia all'uomo anche con l'elicottero

Dopo aver minacciato gli impiegati, hanno messo le mani sul bottino

Un colpo studiato nei minimi particolari, ma che probabilmente è andato in fumo perchè velleitario. La rapina ha richiesto diverse ore per attuarla ed è stata messa in piedi da una banda organizzata che i carabinieri però definiscono di "non professionisti". E' l'assalto di giovedì mattina, intorno alle 8.15, alla filiale della ex CariRomagna (ora Intesa San Paolo) di via Zampeschi 22, all'Ospedaletto. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Forlì, che indagano sull'episodio insieme ai militari del Nucleo Investigativo, i banditi nel cuore della notte, lontano da occhi indiscreti, hanno tagliato le inferriate delle finestre in un cortile interno dell'edificio che ospita l'istituto di credito, entrando attraverso una basculante.

Quindi hanno atteso l'ingresso dei tre dipendenti nel cortile del vicino ristorante per mettere in atto il piano d'azione: in due, armati di pistola (da chiarire se vera o giocattolo) e col volto coperto, hanno fatto irruzione non appena è stato disinserito l'allarme, mentre un complice (anche lui col volto travisato) ha atteso all'esterno. Quest'ultimo ha bloccato il titolare del vicino ristorante ed altre sette persone che poco alla volta arrivavano al lavoro. I  malcapitati sono stati immoblizzati dal malvivente, anch'egli con la pistola, applicando alle loro mani delle fascette in plastica ed invitandoli a stare in silenzio e di non preoccuparsi perchè l'obiettivo era l'istituto di credito. Una donna incinta sarebbe riuscita ad allontanarsi e trovare rifugio nel vicino bar.

IL VIDEO - Come ha agito la banda di rapinatori

Contemporaneamente gli altri due rapinatori, tenendo sotto tiro gli impiegati con l'arma in pugno, hanno atteso che la cassaforte temporizzata si aprisse per mettere le mani sul bottino, circa 4.500 euro. Il tutto è durato circa un'ora. Ma il sospetto è che il vero obiettivo fosse il contenuto della cassa continua. Di dì a poco, infatti, sarebbe arrivato il furgone portavalori che fa il giro delle banche consegnando plichi in cui a volte ci sono anche centomila euro. La cassa continua viene aperta dall'interno, per questo i malviventi non sarebbero entrati in contatto col personale armato di scorta al portavalori. Questa è l'ipotesi di Filippo Lo Giudice, sindacalista delle Guardie Giurate, che torna così a chiedere maggiori tutele, per esempio l'obbligo di formare scorte di tre persone.

Probabilmente quindi il colpo è sostanzialmente fallito per il terzetto che si è dileguato a piedi verso via Ravegnana, per poi salire a bordo di una "Renault Modus" grigia, un cui esemplare simile è stato trovato nella zona del centro commerciale Punta di Ferro. Non si esclude che sia l'auto utilizzata dalla banda per la prima fuga, proseguita con un altro mezzo. Subito è iniziata la caccia all'uomo, con l'impiego anche dell'elicottero del 313esimo elinucleo di stanza a Forlì. Il velivolo dell'Arma ha sorvolato la città, seguendo le possibili via di fuga anche dalla provincia. Ma dei banditi nessuna traccia. Gli investigatori dell'Arma hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate in zona e le testimonianze dei malcapitati, mentre proseguono gli accertamenti sulla vettura trovata nei pressi dell'iper.

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