Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Modigliana

"Salvò la vita a mia madre e mia nonna ebree, nascondendoci nel convento": deve la sua vita a suor Benedetta

A raccontare la sua storia è Sara Cividalli, ex presidente della comunità ebraica di Firenze

Siamo a Firenze, anni '40, una ragazza e sua madre, ebree, vengono salvate da una suora di Modigliana, ma la figlia della ragazza scopre la vicenda solo più di settant’anni dopo. A raccontare la sua storia è Sara Cividalli, ex presidente della comunità ebraica di Firenze: “Per anni mia madre non ne ha parlato e io non ho mai chiesto cosa fosse successo. Poi 15 anni fa circa in una ricerca storica si sono scoperte le testimonianze di molti ebrei salvati raccolte il 21 agosto del 45, subito dopo la liberazione della città avvenuta l’11 agosto. Tra esse c’era anche quella di mia madre. Sul momento però non ho voluto sapere”. 

Anni dopo un fatto eccezionale l’ha spinta a riguardare i vecchi documenti: “Ero andata in vacanza e decisi di lasciare il mio cane da amici - narra - Un loro collega lo notò e chiese da dove veniva. Dopo aver sentito il nome di via Bovi, dove abitavo, disse che andava lì a trovare una signora, Miranda Cividalli. Quella signora era mia madre. Da allora cercai di capire meglio cosa fosse successo”. Sara quindi rilesse la testimonianza e finalmente scoprì cosa era successo. “Mia madre e mia nonna erano state salvate da Benedetta, una suora che stava in convento vicino a loro. Suor Benedetta ha salvato diverse famiglie ebree, rischiando la vita. All’inizio le nascondeva con le ragazze sfollate, ma poi iniziò ad aver paura che le denunciassero. Quindi le spostò in una stanza isolata. Pensò lei a tutto, dal cibo, che in quel periodo scarseggiava, ai calmanti per mia nonna, che aveva terribili incubi.” 

Il racconto arriva a margine della cerimonia di titolazione a Suor Benedetta Pompignoli, del giardino di fianco al Duom di Modigliana, con l'inaugurazione del monumento che ne ricorda l'operato e per il quale, il 1 luglio del 2018, è stata riconosciuta dallo Stato di Israele come "Giusta fra le nazioni" per avere salvato la vita a tanti ebrei perseguitati dal nazismo. Suor Benedetta era nativa di Modigliana e durante il periodo delle persecuzioni razziali era Superiora del Convento di Firenze delle Suore Francescane della Sacra Famiglia. 

E' grazie a lei se Sara Cividalli oggi esiste, anche se la suora modiglianese non l'ha mai saputo. Tre giorni prima della liberazione, però, le due donne furono costrette a scappare. Sara Cividalli spiega: “I tedeschi avevano deciso di bombardare i ponti sull’Arno e avevano dato l’ordine di evacuare tutte le abitazioni nella zona. Queste includevano anche il convento. Sono scappate da amici e da allora non hanno più rivisto suor Benedetta. Non so se lei abbia mai saputo che mia madre si era salvata. Mia nonna invece è morta in ospedale il giorno dopo la liberazione”. Poi conclude: “Devo tanto a suor Benedetta, è un po’ come una madre per me, senza di lei non sarei mai nata. Il 26 novembre dell’anno scorso le abbiamo conferito delle onorificenze, per ricordare il suo coraggio. A Modigliana, suo paese d’origine, abbiamo inaugurato un monumento in suo onore. È un mosaico composto da tante tessere, che simboleggiano sia le tante cose che ha fatto, sia il modo in cui vedeva il mondo. Per lei ogni persona era un po’ come una tessera unica che, messa insieme a tutte le altre, creava un bellissimo mosaico”.

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