Sigilli all'Agrofertil. Il contrattacco: "Faremo ricorso"

Guido Sassi, presidente di Agrofertil e Pollo Del Campo: "Dopo la diffida della Provincia del 2011, abbiamo adeguato i bio filtri e pensavamo fosse finita lì"

Da mercoledì l'Agrofertil di Santa Sofia è ferma. Sono stati messi i sigilli dalla Forestale a cinque capannoni per lo stoccaggio della pollina e allo stabilimento di produzione. Restano operativi solo gli uffici amministrativi. “Siamo stati condannati due volte per la stessa cosa – afferma Guido Sassi, presidente di Agrofertil e Pollo Del Campo – dopo la diffida della Provincia del 2011, abbiamo adeguato i bio filtri e pensavamo fosse finita lì. Abbiamo eseguito controlli e  l'Arpa ha svolto le analisi. Era tutto a posto”.

Sassi spiega qual era stato il problema che aveva portato alla diffida, il 16 novembre 2011, da parte della Provincia e al blocco dei camion, in base ai dati accertati da Arpa. “Il controllo eseguito nel maggio 2011 aveva dato esito positivo, in quanto il grande caldo aveva contribuito.  All'interno dei cumuli di pollina la temperatura sale autonomamente intorno ai 75 gradi, con il caldo torrido dell'estate si sono surriscaldati i bio filtri. Insieme con la Provincia abbiamo predisposto le azioni da intraprendere per adeguarli. Tutto è stato fatto come previsto”. Su questo punto interviene anche Confcooperative in una nota: “Ci chiediamo perché questo provvedimento di chiusura giunge oggi, pur riferendosi  a fatti dell'estate scorsa, ma soprattutto giunge quando Agrofertil ha provveduto a porre rimedi al problema odorifero e quando la Provincia, attraverso l'Arpa, ha verificato la validità di tali rimedi per il ripristino dell'attività”.

Sulle lamentele per le esalazioni maleodoranti Sassi non va giù leggero. “In tutta Santa Sofia solo due famiglie si lamentano. In un anno la Polizia Municipale ha effettuato 250 controlli e solo 3 volte hanno avuto esito positivo. Qualcuno mi sta rendendo la vita impossibile. Su un investimento totale dell'azienda di quasi 4,5 milioni, 1,5 è andato per limitare l'impatto ambientale. Ho sempre fatto tutto come andava fatto”.  Confcooperative conferma: “Ricordiamo che in questi anni la cooperativa si è sempre impegnata per offrire soluzioni per lo smaltimento e la valorizzazione della pollina, che fossero anche a basso impatto, e a proporre siti alternativi”

Sassi ha già parlato con i legali per fare ricorso chiedendo il dissequestro dello stabilimento. “Ora possiamo solo stare a vedere cosa succederà, spero che in una decina di giorni ci diano la possibilità di lavorare, anche se non so dove metteremo tutta la pollina che la Pollo del Campo produce, considerando che il provincia di Forlì-Cesena c'è un'eccedenza di 90 tonnellate di pollina”. Il comparto avicolo rappresenta una realtà economica fondamentale nel distretto agroalimentare del nostro territorio e dà lavoro a migliaia di addetti. Ora sono a casa, a causa del sequestro, 26 persone. “Il problema pollina fa parte di quella filiera,  il suo smaltimento deve trovare soluzioni adeguate e nel rispetto della normativa vigente. - continua la nota di Confcooperative - Va però precisato che le emissioni dell'attività di Agrofertil sono odorifere, ma non nocive per la salute degli abitanti, e che l'azienda ha proposto recentemente soluzioni di riduzione dell'attività per il periodo estivo”.



 

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