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Lunedì, 26 Settembre 2022
Urbanistica

Urbanistica, gli ambientalisti: "Stop al consumo di suolo. Solo rigenerazione di suoli e fabbricati"

"Cementificazioni, asfaltature, diserbanti stanno dilapidando un patrimonio nascosto che ci nutre e protegge", viene rimarcato

Il Tavolo delle associazioni ambientalistiche forlivese, insieme a Parents For Future Forlì, lancia un appello all'amministrazione comunale mercuriale affinchè nel prossimo Piano Urbanistico Generale, "che si sta delineando in questo periodo, non si preveda più consumo di suolo, ma solo rigenerazione di suoli e fabbricati". Gli ambientalisti citano l'ultimo rapporto Ispra, dal quale è emerso come nel 2021 vi sia stato il record dell’incremento di consumo di terreno vergine in Italia: oltre 2 metri quadrati al secondo, per un totale di quasi 70 chilometri quadrati di nuove coperture artificiali. "In questa triste classifica l’Emilia-Romagna è terza per incremento di suolo consumato - viene ricordato -. E il Comune di Forlì è in quinta posizione e sta ancora consumando suolo con la costruzione di medie strutture inutili". 

"Cementificazioni, asfaltature, diserbanti stanno dilapidando un patrimonio nascosto che ci nutre e protegge - viene rimarcato -. Coloro che, senza tutelare il territorio che amministrano, prediligono rapide rendite economiche, continueranno a presenziare costernati ed impotenti ai prossimi danneggiamenti ambientali, alluvioni, esondazioni, dissesto idrico, ma anche siccità e temperature insopportabili che il clima, sempre più inclemente". Per questo motivo Taaf ed il movimento Parents For Future Forlì "sperano che nel prossimo Pug, che si sta delineando in questo periodo, non si preveda più consumo di suolo, ma solo rigenerazione di suoli e fabbricati".

“Il suolo assorbe molta più Co2 della vegetazione ed è una gigantesca spugna che trattiene fino a 3,8 milioni di litri di pioggia per ettaro e questo spiega facilmente perché, continuando a cementificare, la quantità d'acqua esondabile è sempre maggiore - viene ricordato -. Tutto questo l'urbanista e i governanti non lo ritengono così importante da condizionare le scelte urbanistiche in fase di “progetto di piano”. Per l'urbanistica il valore del suolo è la rendita fondiaria, ma il suolo produce beni per tutti, anche per coloro che non ne sono i diretti proprietari. Per questo la regolazione dell'uso dei suoli è vitale in democrazia e deve tener conto delle caratteristiche di questa risorsa cioè del fatto che è un corpo vivo, che dà vita e non una superficie inerte su cui appoggiare di tutto".

"Per l’importanza che rivestono sotto il profilo socioeconomico e ambientale, tutte queste funzioni devono essere tutelate ed i Paesi membri dell’Unione sono richiamati a dotarsi di misure per fermare il “consumo di suolo netto” con specifici documenti di lavoro e linee guida". Inoltre il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste fa presente che "essendo il consumo di suolo una delle cause principali dei cambiamenti climatici, l'agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile ne prevede l'azzeramento - viene aggiunto -. La legge regionale dell'Emilia-Romagna n.24 del 2017 che istituisce i Pug ha ignorato, evidentemente, le indicazioni Onu e consentito, invece, il consumo di suolo al 3%, prevedendo, per di più, una miriade di deroghe".

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