"Volevo incontrare un amico", non casca nel trabocchetto: ladro messo in fuga

La misura, richiesta dalla Procura, è intervenuta a seguito degli accertamenti svolti dalla Polizia di Stato in ordine a un episodio avvenuto a metà settembre

Un uomo di 63 anni è stato colpito da misura cautelare del divieto di dimora a Forlì, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale mercuriale, con l’accusa di tentato furto in abitazione. La misura, richiesta dalla Procura, è intervenuta all’esito delle attività di accertamento svolte dalla Polizia di Stato in ordine a un episodio avvenuto a metà settembre in un quartiere periferico. In quell’occasione una Volante era intervenuta su richiesta di una giovane forlivese, che aveva messo in fuga un uomo sorpreso all’interno della sua abitazione.

La vittima aveva raccontato di avere sentito degli strani rumori provenire dal pian terreno, e trovandosi da sola in casa si era insospettita, e una volta scesa aveva trovato un soggetto che vistosi scoperto aveva mostrato una certa sicurezza nell’affermare che era entrato per cercare un conoscente, chiedendo conferma che in quella casa abitasse una tal persona.

A fronte della reazione della ragazza, che non è caduta nel trabocchetto, era poi fuggito con la bici con la quale era sopraggiunto. Una volta raccolta la descrizione del modus operandi e dell’individuo, gli agenti hanno pensato ad un pregiudicato locale, già protagonista in passato di furti in abitazione con quel sistema.

L’uomo, in questa come in altre occasioni, agirebbe in periferia, girovagando in bici fintanto che non si presenti una occasione propizia per entrare senza scasso approfittando di porte lasciate socchiuse; quando qualcuno lo ha sorpreso, ha finto di essersi sbagliato simulando di conoscere qualcuno nelle vicinanze e scusandosi dell’errore, per poi allontanarsi approfittando dello sconcerto delle vittime, che non sempre realizzavano la vera ragione di quell’intrusione.

In occasione della denuncia in Questura, alla ragazza è stata mostrata la fotografia del sospettato, che è stato immediatamente riconosciuto. Il giudice, preso atto della richiesta e delle risultanze investigative inoltrategli dalla Procura, ha così deciso di emettere il provvedimento limitativo della libertà personale, che è stato eseguito qualche giorno da dalla Polizia di Stato.

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