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Coronavirus, l'impatto sull'economia. Morrone (Lega): "Serve un piano romagnolo per limitare i danni"

"Credo che ci debba essere collaborazione tra tutti i soggetti interessati anche su questo fronte", evidenzia Morrone

Predisporre "un Tavolo romagnolo che metta a punto un piano di contenimento dei danni economici, a cui garantisco fin da subito la mia collaborazione". E' l'opinione del parlamentare della Lega, Jacopo Morrone, intervenendo sull'emergenza coronavirus. Il deputato del Carroccio sottolinea come "il problema sanitario è serio, la vita, tuttavia, deve continuare, anche considerando le pesantissime ricadute economiche che provvedimenti estemporanei e indiscriminati potrebbero causare".

"Per questo credo che le Regioni abbiano agito al meglio in tema di contenimento dell’epidemia, ma è necessario allargare l’orizzonte - aggiunge Morrone -. Non si tratta infatti solo di un’emergenza a cui le sanità regionali possono fare fronte. Si tratta anche di un’emergenza per settori essenziali della nostra economia. Penso, per esempio, al turismo, all’export, alle nostre aziende del fashion, penso all’attività di imprenditori e professionisti che operano all’estero, oltre che in Italia. Mi impensieriscono, in particolare, le ricadute sull’economia romagnola. Credo, quindi, che ci debba essere collaborazione tra tutti i soggetti interessati anche su questo fronte".

Per Morrone è "doveroso raccomandare alle nostre comunità attenzione e prevenzione, ma, dall’altro lato, è indispensabile infondere la certezza che la politica e le Istituzioni locali stanno già predisponendo piani per il futuro. Governo e ministeri romani hanno mostrato, infatti, grandi limiti. L’esecutivo Conte e esponenti dei partiti che lo compongono hanno passato settimane ad accusare di razzismo o sciacallaggio chi chiedeva di assumere iniziative serie e concrete per scongiurare il diffondersi del virus".

"Come c’era da aspettarsi, l’epidemia ha preso piede mentre il Governo sta rincorrendo l’emergenza. Certamente un esecutivo nazionale forte e autorevole avrebbe potuto evitare inutili allarmismi, panico ingiustificato e la sensazione di essere nelle mani dell’improvvisazione. Passata l’emergenza, bisognerà individuare responsabilità e errori - conclude -. Oggi, tuttavia, dobbiamo guardare oltre e tutelare le nostre comunità".

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