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Forlì dice addio alla presidenza di Romagna Acque: "Pretendiamo riunioni a Capaccio"

Il sindaco di Forlimpopoli, Paolo Zoffoli, a nome di di “molti sindaci del comprensorio di Forlì-Cesena”, ha chiesto che la votazione venisse rimandata, “se si vuole avere il nostro voto favorevole, dandoci modo di conoscere i nomi"

Non è andata liscia come si credeva l'assemblea di Romagna Acque, svoltasi martedì mattina all'Hotel Globus di Forlì. Alla fine il nuovo Cda, proposto lunedì durante il coordinamento dei soci, tenutosi a Rimini è stato eletto, ma con non pochi intoppi. Adesso la presidenza della Società delle Fonti è ufficialmente passata a Rimini: il presidente è infatti Tonino Bernabè, vice presidente Gianni Gregorio (tecnico del Comune Cesena), amministratore delegato Andrea Gambi (Ravenna), consiglieri Gianfranco Argnani (tecnico Comune di Forlì),  e Luana Gasparini (tecnico comune di Rimini). Prima della votazione c'è stata una notevole polemica in sala.

Il sindaco di Forlimpopoli, Paolo Zoffoli, a nome di di “molti sindaci del comprensorio di Forlì-Cesena”, ha chiesto che la votazione venisse rimandata, “se si vuole avere il nostro voto favorevole, dandoci modo di conoscere i nomi che sono stati proposti e che noi abbiamo appreso solo per vie traverse”. Il problema, sollevato anche dal vicepresidente della Provincia Guglielmo Russo, è quello della mancata informazione sulle riunioni del coordinamento dei soci, che ha fatto infuriare parecchi e i toni in sala si sono alzati. Zoffoli ha interrotto il presidente del coordinamento dei soci, che stava spiegando come le convocazioni vengano inviate alle Province, chiedendo: “Io voglio solo capire se noi siamo soci o no. Se sì chiediamo prossimamente di conoscere le date dei coordinamenti in modo da potere partecipare”. D'accordo con lui anche la Provincia di Forlì-Cesena.

Le richieste sono arrivate anche dall'ex primo cittadino di Santa Sofia, ora assessore, Luciano Neri: “Per il nostro Comune e per tutte le valli del Bidente e del Rabbi, la Diga ha avuto un impatto fortissimo a livello territoriale, per cui noi voteremo a favore del nuovo Cda, ma chiediamo che questo ricucia lo strappo che si è creato, e che la prima riunione sia fatta proprio a Capaccio. Questa vorremmo fosse la regola, ogni 4 mesi”. La richiesta di rinvio dell'assemblea non è passata, hanno votato a favore solo il 12,98% dei soci, ovvero la provincia di Forlì-Cesena, la Camera di Commercio, i comuni di Forlimpopoli, Modigliana, Tredozio, Portico e San Benedetto, Predappio, Civitella, Dovadola, Santa Sofia, Bertinoro, Premilcuore, Cesenatico, Gambettola, Sarsina, Gatteo, Sogliano, Verghereto, Savignano e San Mauro.

Poi il voto che ha dato il via libera  a maggioranza al nuovo Cda: contrari, come preannunciato, la provincia di Forlì-Cesena e i comuni di Dovadola, Portico e Cesenatico. Astenuti: Provincia di Rimini, Camera di Commercio, comuni di Forlimpopoli, Modigliana, Tredozio, Predappio, Civitella, Bertinoro, Premilcuore, Gambettola, Sarsina, Gatteo, Sogliano, Verghereto, Savignano e San Mauro.

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