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Manager per la cultura, Balzani: "Nessuna raccomandazione"

"Raccomandazione, no: prima di arrivare a questa decisione, alla quale penso da mesi e mesi con l'assessore Leech, ho incontrato e ascoltato tantissime persone"

Il sinadco di Forlì, Roberto Balzani, si difende dalle accuse arrivate dalla Lega Nord, che martedì in una conferenza stampa aveva aperto una busta depositata da un notaio qualche giorno prima dell'assegnazione di un incarico di "project-manager" della cultura. “Il gruppo della Lega Nord ha tentato di diffamarmi personalmente - accusa Balzani -, ritenendo il “concorso pubblico”, in realtà un bando di selezione per un incarico a tempo determinato di grande qualificazione in campo culturale da conferirsi dietro scelta diretta del sindaco".

Per Balzani si tratta di "un atto di malcostume politico amministrativo. Diffamare le persone è un’abitudine della politica, e quindi prendo le pallottole che mi spettano”. Il primo cittadino poi spiega le ragioni della scelte e respinge le accuse. “Raccomandazione, no: prima di arrivare a questa decisione, alla quale penso da mesi e mesi con l’assessore Leech - spiega -, per salvaguardare una funzione culturale forte in Romagna anche in presenza di risorse calanti, ho incontrato e ascoltato tantissime persone, in ogni parte d’Italia, anche in virtù della mia personale competenza in materia".

"Perché credo che questioni come questa non possano essere necessariamente risolte con risorse autoctone - sostiene il sindaco -, ma richiedano esperienze e professionalità qualificate. Dall’elenco della decina di partecipanti alla selezione , come suggeriscono i regolamenti e le prassi comunali per verificare i requisiti di accesso alle cariche dirigenziali, si poteva dedurre che la dottoressa Ambrosini avrebbe potuto vincere? Niente di più facile, conoscendo il mio progetto e il profilo della dottoressa, una delle migliori funzionarie di soprintendenza dell’Italia settentrionale”. Dunque la 'scoperta' di Paola Casara (capogruppo) e Massimiliano Pompignoli (consigliere) della Lega Nord secondo il sindaco non è così eccezionale.


“E’ curioso – continua Balzani - che delle competenze nessuno abbia parlato. La “raccomandazione” funziona se, ad essere promossi, sono le veline, quelli senza titoli, gli amici degli amici, i politici o i parenti dei politici in cerca di stipendio. Se sono i bravi, fra l’altro già riconosciuti come tali, non si tratterà invece di merito? E come dovremmo fare, altrimenti, a valutarlo, questo merito? Sulla base del certificato di nascita o di residenza? Insomma, capisco che a Forlì vi sia chi ha voglia di salvaguardare piccoli privilegi e di non aprirsi al mondo: peccato che la mia ambizione di sindaco sia quella di dare alla città un tono diverso, più europeo. La Lega, mi rendo conto, vorrebbe la restaurazione del campanilismo: io no”.

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