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Magistratura onoraria, Morrone (Lega): "Situazione d'emergenza, trovare soluzioni per indennità"

Lo afferma in una nota il deputato della Lega Jacopo Morrone, che manifesta la propria solidarietà alle Associazioni della Magistratura Onoraria, garantendo loro il proprio interessamento

"Il Governo non ‘dimentichi’ la magistratura onoraria e risolva con urgenza la questione delle indennità nel periodo di sospensione delle attività giudiziarie individuando misure di sostegno al reddito, riconoscendo le indispensabili funzioni e i legittimi diritti della categoria". Lo afferma in una nota il deputato della Lega Jacopo Morrone, che manifesta la propria solidarietà alle Associazioni della Magistratura Onoraria, garantendo loro il proprio interessamento.

"Dopo i tanti passi falsi dell’esecutivo giallorosso nell’emergenza sanitaria, non si aggiunga anche quello nei confronti dei giudici onorari che hanno richiamato l’attenzione sulla loro situazione. In seguito al ‘caso’ esploso con la comparsa del Covid-19 al Tribunale di Milano, le Associazioni della Magistratura Onoraria hanno denunciato i problemi che gravano sempre più pesantemente sulla categoria - continua l'esponente della Lega -. Da un lato, la sottovalutazione da parte dell’amministrazione della Giustizia dei diritti di questi lavoratori a fronte dei doveri che sono loro richiesti in virtù dell’indispensabile ruolo che svolgono nel funzionamento dell’attività giurisdizionale".

"Dall’altro lato, con la sospensione emergenziale delle udienze, la possibilità che sia messo a rischio il loro ‘diritto alla sopravvivenza’, visto che sono retribuiti sulla base di un’indennità a udienza. Questioni urgenti che il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede dovrebbe avere ben presenti - prosegue Morrone -. La riforma della magistratura onoraria, che rispondeva a molte delle richieste della categoria, era praticamente definita e pronta ad essere discussa nelle sedi parlamentari. Ma dalla conclusione del primo Governo Conte e l’uscita della Lega tutto è stato bloccato. Non è chiaro per quali ragioni se non per il pregiudizio che alberga nell’apparato per questa categoria di lavoratori. Oggi, comunque, la questione si ripresenta in tutta la sua deflagrante attualità e deve trovare soluzioni”.

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