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Venerdì, 2 Dicembre 2022
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Manganelli per i trattamenti sanitari obbligatori, Morgagni (Forlì&Co): "La Giunta ha mentito alla Regione? Si faccia chiarezza"

La vicenda nata dalle dichiarazioni del Vicesindaco di Forlì Daniele Mezzacapo sull’uso di bastoni estensibili per l’esecuzione dei trattamenti sanitari obbligatori (tso) arriva ad una seconda tappa

La vicenda nata dalle dichiarazioni del Vicesindaco di Forlì Daniele Mezzacapo sull’uso di bastoni estensibili per l’esecuzione dei trattamenti sanitari obbligatori (tso) arriva ad una seconda tappa. La Regione Emilia-Romagna, sollecitata dall’interrogazione di un consigliere regionale, nelle scorse settimane è infatti intervenuta chiedendo al Comune di fornire chiarimenti sull’accaduto.         

"Per quanto risulta dal carteggio fra i due enti, la risposta del Vicesindaco, di fatto una retromarcia rispetto alle dichiarazioni originarie, è stata accompagnata dalla rassicurazione che è "attualmente in corso tra questo Comune, tramite il Servizio di Polizia Locale, e l’Asl della Romagna un tavolo di confronto mirato al rinnovo di un protocollo d’intesa (peraltro già in essere fino al 31/12/2021) in materia di Tso e Aso. L’uscita, infatti, della Polizia Locale dall’Unione dei Comuni della Romagna forlivese avvenuta in data 31/12/2021 ha richiesto procedure di attivazione dei vari protocolli e convenzioni ora in capo all’Amministrazione comunale" - spiega Federico Morgagni, capogruppo Forlì e Co - Inizialmente abbiamo accolto con sorpresa, ma anche con favore, tali affermazioni: solo l’11 luglio scorso, una mozione delle minoranze in Consiglio comunale che chiedeva proprio l’istituzione di un tavolo per la stesura di un protocollo aggiornato su questa delicata materia aveva sbattuto contro l’indisponibilità della maggioranza e il silenzio della Giunta. Purtroppo, di quanto comunicato dal Vicesindaco alla Regione non vi è alcuna traccia nei documenti ufficiali del Comune di Forlì. A seguito di una nostra specifica richiesta di accesso agli atti, è venuto infatti alla luce che l’unico protocollo in materia di Tso risale al 2006 e fu sottoscritto da Comune e Asl, mentre non esiste alcun protocollo fra Unione dei comuni e Asl (e, di conseguenza, quest’ultimo non può essere venuto meno il 31 dicembre 2021). Infine, come precisato, dal dirigente della Polizia locale interrogato in proposito, non è in corso alcun tavolo di confronto poiché la mozione che ne chiedeva la costituzione è stata rinviata sine die a causa delle resistenze di Amministrazione e maggioranza".

"Si tratta, come si capisce bene, di una situazione surreale - attacca il consigliere - I nostri amministratori non conoscono minimamente la materia in questione e non sanno cosa succede nel Comune da loro stessi diretto, sino al punto da ignorare l’esistenza di un protocollo in materia ancora vigente, sebbene obsoleto e da rivedere alla luce delle linee guida regionali del 2019. Le dichiarazioni rilasciate dal Comune di Forlì alla Regione non sembrano corrispondere a quanto emerge dai documenti del Comune medesimo. Se così fosse si tratterebbe di un fatto grave, con riflessi di natura legale e contrari al principio di leale collaborazione fra enti. Se il Comune, sull’onda dello sdegno sollevato dalle dichiarazioni del Vicesindaco, intende rivedere il proprio approccio alla materia in coerenza con le linee guida regionali, ce ne rallegriamo e siamo pronti a collaborare lealmente, ma chiediamo che si proceda con trasparenza, a cominciare dalla sollecita convocazione della commissione consiliare che deve dare avvio a questo percorso. Quanto ai numerosi punti oscuri della vicenda, riteniamo fondamentale che siano immediatamente chiariti. A tal fine sabato abbiamo depositato in Comune una apposita interrogazione alla Giunta".

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