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Agricoltura, la proposte del Partito Democratico per il nuovo governo regionale

Dopo l'introduzione del segretario territoriale del Pd forlivese Valentina Ancarani, sono entrati nel merito del documento il coordinatore del Forum, Sergio Ceccarelli e l'economista agroalimentare, Gianluca Bagnara

Martedì sera è stato presentato nella saletta della Banca di Forlì, il documento del Forum Politiche agricole del Pd forlivese, da consegnare al neo presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, per proporre strategie dal territorio, al fine di impostare una politica utile per il settore: costruire opportunità di mercato per passare dalla concorrenza di prodotto alla competizione di un territorio rurale sostenibile. Per tale scopo sono stati individuati tre obiettivi strategici: favorire l’accesso ai mercati; favorire l’accesso al credito; ridurre il costo amministrativo e burocratico.

Dopo l'introduzione del segretario territoriale del Pd forlivese Valentina Ancarani, sono entrati nel merito del documento il coordinatore del Forum, Sergio Ceccarelli e l'economista agroalimentare, Gianluca Bagnara. Per favorire l’accesso ai mercati è necessario lavorare a livello internazionale, “sia assumendo un ruolo di programmazione delle produzioni nel bacino del Mediterraneo, sia integrando il sistema della logistica e delle nostre infrastrutture di lavorazione e commercializzazione, per agire sui mercati lontani. - hanno spiegato i relatori – Nei nostri territori si deve puntare alla riqualificazione dei centri urbani attraverso il 'Distretto del commercio, artigianato ed agricoltura', attribuendo al commercio locale un ruolo, non solo di distribuzione di prodotti, ma di agente di integrazione dello sviluppo locale".

"Mentre, sulla grande distribuzione, si deve sostenere l’introduzione del "diritto di scaffale", collegato alla licenza commerciale, per i prodotti a marchio territoriale - hanno aggiunto i relatori -. Igp, Dop, Pat-prodotto agroalimentare tradizionale, e per programmi di valorizzazione legati promozione delle vocazioni produttive del territorio e delle tradizioni alimentari locali. E’ poi necessario rivedere la governance della filiera, per riportare valore alla base produttiva (legge sulle organizzazioni dei produttori). Per questo obiettivo è stata individuata l’attivazione di una Commissione regionale di interesse pubblico, per verificare la trasparenza dei listini di liquidazione agli agricoltori, e l’efficienza ed efficacia della gestione dei piani operativi”.

Per favorire l’accesso al credito, nel documento si sottolinea l'importanza del rapporto tra banche ed imprese per creare nuovi strumenti di investimento. “Il meccanismo di distribuzione di finanziamenti pubblici a puro fondo perduto serve a premiare gli imprenditori che già hanno capacità finanziaria e mette invece in difficoltà, cioè nei debiti, chi non ha risorse proprie. - hanno chiarito Ceccarelli e Bagnara - E’ invece necessario sviluppare strumenti finanziari dedicati di investimento e sviluppo, con la collaborazione delle banche locali, e fornire servizi reali di costruzione e valutazione della finanza d’impresa”.

Fondamentale anche ridurre il costo amministrativo e burocratico, “facendo dialogare le diverse amministrazioni e competenze locali, attraverso tavoli di lavoro comuni tra enti pubblici ed imprese: integrare le amministrazioni provinciali e quella regionale, in modo da avere un unico sistema amministrativo regionale. Inoltre è necessario portare la programmazione ed il confronto politico sul territorio a contatto con le imprese, tramite una consulta agricola per macro-province. Servono competenze amministrative per poter lavorare con l’Europa: è perciò necessario formare una classe amministrativa e dirigente, sia pubblica che privata, capace di lavorare e fare lobby in Europa, per poter essere in Europa per scrivere gli atti, cioè il copione, e non solo per fare le recite politiche”, hanno proseguito i relatori.

Altro suggerimento del Forum, infine, è quello di “integrare nella delega all’Agricoltura la delega alla Sanità per l’eduzione alimentare: la salute parte dall’alimentazione, cioè della filiera agroalimentare. E' perciò utile per razionalizzare le risorse fare educazione per il benessere e non solo gestire il servizio sanitario per il malato”.

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