Un bosco al posto dell'aeroporto, Rifondazione approva: "Serve uno slancio innovativo"

E' quanto afferma Chiara Mancini, segretario di Rifondazione Comunista Forlì

Un bosco al posto dell'aeroporto di Forlì? "Una proposta che si colloca proprio nel solco che immaginiamo per il futuro di Forlì". E' quanto afferma Chiara Mancini, segretario di Rifondazione Comunista Forlì. "Da anni andiamo dicendo, purtroppo inascoltati, che l’aeroporto di Forlì è insostenibile economicamente e chi dice il contrario lo fa solo per scopi elettorali e illude i cittadini - esordisce Mancini -. Ora anche due professori dell’Università sostengono questa tesi che è semplicemente una posizione di buon senso".

"Dalla chiusura di Seaf il Comune di Forlì ha risparmiato svariati milioni di euro - prosegue Mancini -. Investa questi soldi ricollocando immediatamente i lavoratori dell’Aeroporto nelle aziende partecipate e immagini uno sviluppo sostenibile del territorio potenziando i servizi del trasporto pubblico locale e i collegamenti tra le città della Romagna e le nostre colline. Sarebbe necessario inoltre un potenziamento del collegamento con le periferie, lasciate con un trasporto insufficiente e con corse sovraffollate negli orari scolastici, fuori da un qualsiasi concetto di sicurezza. Solo puntando sul nostro territorio e creando una rete che porti i turisti e i cittadini tra i nostri paesaggi si può invertire lo spopolamento dei centri di montagna e avviare uno sviluppo basato sull’agricoltura di qualità e sul turismo consapevole".

"Per quanto riguarda invece la destinazione dell’area aeroportuale riconvertita apprezziamo la proposta avanzata dai professori - continua il segretario di Rifondazione Comunista -. Creare un bosco e una cintura verde, infatti, si colloca proprio nel solco che immaginiamo per il futuro di Forlì. Ovvero una città che incentri la sua attrazione sulla qualità della vita e non sulla cementificazione. Occorre uno slancio innovativo e il coraggio di immaginarsi un futuro che ancora non si vede. Se la politica si limita ad amministrare (anche male) il contingente e non ha coraggio e una visione di lungo periodo è completamente inutile e tutti noi pagheremo a caro prezzo quest’ipertrofia intellettuale".

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