Lotta al tumore al fegato: riconoscimento internazionale alla giovane ricercatrice Giorgia Marisi

Riconoscimento internazionale alla giovane ricercatrice Irst Giorgia Marisi, in questi giorni a Londra per presentare gli importanti risultati di uno studio sull’epatocarcinoma

Un altro prestigioso riconoscimento internazionale si va ad aggiungere al curriculum della giovane ricercatrice del Laboratorio di Bioscienze Irst Irccs, Giorgia Marisi. Grazie ai promettenti risultati ottenuti in uno studio sull’epatocarcinoma condotto insieme al dr. Andrea Casadei Gardini, entrambi facenti parte dell’équipe del Gruppo di patologia gastroenterico coordinato dal dr. Luca Frassineti, è stata, infatti, selezionata per partecipare come relatrice all’International Liver cancer Association (Ilca), il più importante congresso mondiale sul tumore al fegato che si sta svolgendo in questi giorni a Londra (14-16 settembre).

In particolare, Marisi, non ancora trentenne ma con già un curriculum notevole e alcuni importanti riconoscimenti, è stata una dei tre ricercatori under 35 al mondo selezionati per presentare il proprio lavoro durante un’importante sessione dedicata ai giovani coordinata dalla dr.ssa Maria Reig (Barcellona Clinic Liver Cancer), una delle migliori epatologhe al mondo. La ricerca condotta in Irst, intitolata "Polimorfismi dell’angiopoietina in pazienti affetti da epatocarcinoma avanzato in risposta al Sorafenib", ha portato all’individuazione di una variante genica chiamata "Angiopoietina 2".

La presenza di quest’ultima nel Dna del paziente sembrerebbe svolgere un ruolo significativo per individuare quei pazienti che potrebbero non trarre giovamento dal Sorafenib, un farmaco anti-angiogenetico che oggi rappresenta lo standard terapeutico per il tumore avanzato del fegato. Questa scoperta può essere molto utile ai clinici per personalizzare al meglio la cura, individuando un trattamento alternativo ed evitare così eventuali effetti collaterali non necessari.

Questi dati saranno validati grazie ad uno studio prospettico appena concluso e, se i risultati definitivi confermeranno quanto scoperto, verranno presentati all’intera comunità scientifica nel 2019 all’American Society of Clinical Oncology (Asco) – la maggiore associazione di oncologia clinica al mondo.  L’epatocarcinoma è il quinto tumore per incidenza negli uomini e l’ottavo nelle donne e rappresenta la terza causa di morte per cancro nel mondo. La grande sfida, con la quale da tempo si fronteggiano i ricercatori, è quella di riuscire ad individuare i criteri clinici e/o molecolari che permettano di individuare la giusta terapia per ciascun paziente, nell’ottica di prolungarne la sopravvivenza e ridurre la tossicità dei farmaci.

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