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"Time-out": via all'operazione salva-FulgorLibertas

La società biancorossa vara l'operazione salvataggio: la scialuppa dovrebbe essere almeno 200mila euro veicolati da 40 nuovi piccoli sponsor. Intanto Kiev e Avellino si fanno avanti per Miro Todic

La febbre è alta, altissima, ma se il polso della passione dei forlivesi batte forte, la FulgorLibertas può salvarsi. Questa è la speranza che anima il progetto di rilancio biancorosso varato a una manciata di giorni dalla conferenza-verità di Giorgio Grazioso e ribattezzato “Time-out: entra in campo per il basket della tua città”. Fedeli alla linea “piccolo è bello” – “d'altronde di magnati e grandi industrie a Forlì non ce ne sono” chiosa Francesco Ferro, responsabile marketing – per rimpolpare le esangui casse della FulgorLibertas (all'appello mancherebbe mezzo milione di euro) la dirigenza della società di via Zuelli punta a raccogliere in un mese, in serie: 40 aziende di piccolo-medio taglio e/o professinisti pronti a mettersi una mano sul cuore e l'altra nel portafogli (non è chiesto chissà cosa, in effetti: 5.000 euro per la stagione in corso e altrettanti, in estate, per l'auspicabile prossima annata; il tutto in cambio di tanta riconoscenza e un pacchetto “visibilità” fatto di cartelloni, banner e led luminosi) più altre 6 aziende e/o professinisti che con 1.500 euro potranno metter il loro “cappello” su ogni singolo match giocato, da Ferentino in poi, al PalaFiera.

C'è, poi, il filone dei tifosi cui è chiesto di sostenere la causa regalando un biglietto ad amici e parenti; il tutto con l'idea, ottimistica, di raggiungere la bella cifra di almeno 1.000 spettatori in più a ogni uscita al PalaFiera. Alternativa percorribile, grazie al supporto e all'attivismo encomiabile di Forlì per il basket, è la donazione diretta all'associazione socia FL che provvederà a rimpasciare il bilancio della società.

Obiettivo dell'operazione? Fatti due conti e depennando la voce “Forlì per il basket”, almeno 200mila euro. Come dire: il secondo main sponsor, quello che in estate si era dato per certo sarebbe entrato a gennaio 2013, che avrebbe affiancato Le Gamberi sulle maglie di Todic & Co. e invece s'è fatto di nebbia. Una cifra che consentirebbe alle casse di via Zuelli di respirare fino a maggio. Mese nel quale i nodi torneranno al pettine. Ma quello è il futuro. Il presente è il contatore “aziende” che a breve campeggerà nell'homepage del sito della società e che scalerà a ogni nuovo ingresso.

“In questi anni soci e sponsor si sono impegnati al massimo per raggiungere importanti obiettivi – spiega Ferro –; oggi quei sacrifici non sono più sufficienti a garantire un futuro al basket professionistico della nostra città. Al di là degli errori commessi, ora vogliamo lanciare un messaggio di speranza e crediamo di averlo fatto in tempo per trovare una soluzione alle difficoltà di quello che è un patrimonio della città. Quello che vorremmo ottenere è una risposta di responsabilità sociale della città, di vicinanza ai soci e per provare ad assicurare un futuro alla FulgorLibertas. Sentiamo intorno a noi positività e qualsiasi azione fatta in sostegno della FulgorLibertas, come la marcia dei tifosi di sabato, è ben accetta; per questo speriamo di farcela".

Evidente che oltre ai soldi necessari per pompare aria nel “pallone sgonfio”, quello che in maniera un po' deprimente campeggia nelle locandine create per promuovere il progetto, il presidente Grazioso in primis, chieda fiducia. Fiducia nella capacità del suo assetto societario di traghettare verso nuovi lidi, oltre gli scogli di promesse (più o meno) mancate, la prima realtà sportiva cittadina. Non poco visti gli errori di sottovalutazione.

Al di là dei progetti di partnership, strada battuta fortemente per tagliare costi e introitare denari, è quella legata al roster. Detto che Forlì vorrebbe con tutto il cuore piazzare altrove i suoi due contratti più pesanti, in ordine quelli di Terrence Roderick e Miroslav Todic, mentre per il primo le richieste ammontano a zero, per l'ala idolo del PalaFiera i contendenti non mancano. Tra questi, l'entourage del giocatore, esclude la pista Pesaro (tradotto: se restasse in Italia, Miro potrebbe accasarsi ad Avellino). All'estero resta forte la proposta Kiev.    

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