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Al via il primo corso formativo al Centro "Oltreterra" di Capaccio

Il professor Renzo Motta, docente di Selvicoltura ed i suoi colleghi hanno scelto di riprendere la propria attività didattica proprio nella struttura voluta da Slow Food, Legambiente e dalla Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (Sisef) al Centro Direzionale di Romagna Acque di Capaccio a Santa Sofia

Il "Centro Oltreterra per la valorizzazione delle Foreste e della Montagna" apre le sue porte all'Università di Scienze Forestali di Torino. Il professor Renzo Motta, docente di Selvicoltura ed i suoi colleghi hanno scelto di riprendere la propria attività didattica proprio nella struttura voluta da Slow Food, Legambiente e dalla Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (Sisef) al Centro Direzionale di Romagna Acque di Capaccio a Santa Sofia.

"Il Centro Oltreterra, realizzato grazie a Romagna Acque-Società delle Fonti, è oggi, per ubicazione e strumentazione, la punta di diamante a livello nazionale per la realizzazione di corsi sul campo per futuri forestali ed ecologi che intendono apprendere la propria professione, o coltivare la propria passione, dove realmente è possibile vivere le diverse complessità della natura. In questo lembo di territorio si racchiudono - dice Gabriele Locatelli referente di Slow Food Italia per le foreste sostenibili e ideatore del progetto Oltreterra - tutte quelle ambientazioni in cui si troverà domani ad operare un ecologo forestale. Un Parco Nazionale che cala le proprie radici storiche nella coltivazione dell'abete bianco che ha permesso la costruzione del Duomo di Firenze e del rinascimento fiorentino, e che ha visto l'istituzione della prima riserva naturale integrale nazionale, quella di Sasso Fratino, il riconoscimento Unesco alle foreste vetuste che sono presenti nel territorio del Parco, la presenza di una diga che accoglie oltre 36.000.000 di metri cubi di acqua ad uso idropotabile e oltre 24.000 ettari di demanio forestale regionale, ricchissimo di complessità forestali che, appunto, rendono questo territorio impareggiabile".

"Questo viaggio di studio è il primo che l'Università di Torino mette in piedi dalla fine del 2019 ed ha un importante valore simbolico" dice Il Prof. Renzo Motta che oltre ad essere docente presso l'Università di Torino e presidente di Sisef, "Nonostante le difficoltà, legate ai protocolli Covid, abbiamo voluto ripartire da Capaccio con i nostri studenti anche per rimarcare quanto crediamo nell'importanza del Centro Oltreterra". Questa iniziativa si aggiunge a diverse altre che negli ultimi mesi hanno visto la luce proprio a Capaccio tra le quali la Fondazione AlberItalia, che qui ha la propria sede, che si propone di essere riferimento nazionale per la sfida planetaria di piantare un albero per ogni abitante della terra. "Siamo sicuri che i nostri 40 studenti del corso magistrale troveranno nel centro e nel territorio circostante opportunità per analizzare e discutere delle attuali filiere legnose, dell'erogazione dei servizi ecosistemici (di cui Romagna acque rappresenta una dei migliori esempi a livello internazionale), delle potenzialità attualmente non espresse e di come sviluppare progetti per valorizzare la gestione sostenibile delle foreste e dei territori montani nell'ottica del new green-deal e del Pnrr".

Ripartire con coscienza sembra essere il motto di questo primo gruppo di studenti che viene in Romagna per studiare il mondo, un mondo fatto di natura, di confronto e di sfide mirate alla costruzione di un pianeta migliore, più verde e più etico, dove alberi e progresso possono felicemente convivere.

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