menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

A Fratta Terme un maneggio per mparare a cavalcare, unendo il piacere alla solidarietà

Imparare a cavalcare, unendo il piacere alla solidarietà: sabato alle ore 15 inaugura il maneggio della Fondazione Fornino-Valmori, il centro per l’autismo e il disagio psichico di Fratta Terme (via Trò Meldola 1216)

Imparare a cavalcare, unendo il piacere alla solidarietà: sabato alle ore 15 inaugura il maneggio della Fondazione Fornino-Valmori, il centro per l’autismo e il disagio psichico di Fratta Terme (via Trò Meldola 1216). In programma nel corso del pomeriggio attività per bambini con percorsi di avvicinamento al cavallo, spettacoli di giocoleria e di volteggio. “Il maneggio è aperto a tutti, dai bambini alle prime armi ai cavallerizzi più esperti, fino alle persone con disabilità” dice la responsabile Erika Ricci, che a Forlì, con l’associazione sportiva Equitamondo, dal 2000 gestisce “Il raggio di sole”. “Al momento abbiamo portato a Fratta Terme 8 cavalli, sono tutti cresciuti all’interno della nostra scuderia e sono estremamente mansueti”.

All’interno della Fondazione Fornino-Valmori ci sono una scuola di equitazione, un maneggio e un tondino al chiuso, un altro maneggio all’aperto in erba, una palestra per la ginnastica preparatoria e anche un percorso di circa 4 chilometri che si snoda tutto all’interno della tenuta. Ventuno i box, di 18 metri quadri l’uno, per chi volesse portare il proprio cavallo a pensione. Le attività del maneggio partono con il corso, rivolto ai bambini dai 3 ai 5 anni, “Primi passi nel verde”, in cui l’incontro con la natura e con gli animali avviene attraverso il gioco. Dai 5 anni agli 8 anni si inizia a salire in sella, ma sempre divertendosi, con “Cavalgiocare”. Dagli 8 ai 90 anni c’è quindi la vera e propria scuola di equitazione e di volteggio.

Grande attenzione, naturalmente, alle persone con disabilità, disagio psichico o fragilità. “Non facciamo però ippoterapia, perché siamo convinti che la disabilità sia una condizione e non una malattia – continua Erika Ricci –.  Proponiamo invece attività di equitazione ricreativa, che sono calibrate secondo le diverse esigenze e capacità”. La relazione con il cavallo permette infatti di potenziare la sfera dell’autostima e dell’autonomia e di stimolare le facoltà intellettive e le capacità relazionali. “Prendersi cura dell’animale, accudirlo, dar da mangiare e arrivare a cavalcare – conclude – rende più indipendenti, più sicuri di sé e più socievoli con gli altri”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ForlìToday è in caricamento