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Acqua gialla dai rubinetti. "Si può bere, ma stiamo intervenendo"

Romagnaoggi-Forlitoday ha interpellato il presidente di Romagna Acque, Ariana Bocchini. "Abbiamo ricevuto segnalazioni tramite Hera, sopratutto dalle zone di Pieveaquedotto, Ospedaletto e Romiti"

La sorpresa dell'acqua gialla o marroncina dai rubinetti non è una novità. L'argomento è stato discusso anche in consiglio comunale e l'assessore all'Ambiente, Alberto Bellini, ha dato alcune risposte. Romagnaoggi-Forlitoday ha interpellato il presidente di Romagna Acque, Ariana Bocchini. “Abbiamo ricevuto segnalazioni tramite Hera, sopratutto dalle zone di Pieveaquedotto, Ospedaletto e Romiti. Vogliamo sottolineare che l'acqua è sempre controllata e stiamo cercando di risolvere il problema”.

I motivi sono quelli già noti. L'emergenza idrica non è finita e dalla Diga di Ridracoli viene prelevato il minimo, mentre il resto arriva dai pozzi. Le risorse di falda, in questo periodo particolarmente stressate, sono caratterizzate da una presenza più concentrata di manganese. Da qui il colore giallo. Bocchini rassicura: “L'acqua viene controllata da noi e successivamente da Hera. E' potabile comunque, quindi si può bere. Nonostante questo, visto il disagio di molti cittadini, abbiamo deciso di chiudere alcuni pozzi, come quello dei Romiti, aumentando l'apporto da Ridracoli”. Insomma le condizioni dell'acqua dovrebbero migliorare. Per continuare a fronteggiare l'emergenza idrica viene attivato alla massima potenza il potabilizzatore di Forlimpopoli.

“Stiamo comunque svolgendo analisi ulteriori sull'acqua ed abbiamo portato il livello di manganese entro quello previsto dalla legge, prima dell'emergenza idrica. Infatti la Regione aveva innalzato il livello, proprio per l'aumento dei prelievi dai pozzi, non essendo il manganese dannoso. Noi siamo rientrati nei limiti pre-emergenza. Stiamo quindi facendo tutto il possibile per risolvere il problema al più presto”, continua il presidente.


Potrebbero essere anche altri i motivi della colorazione dell'acqua, “a volte dipende anche dalle tubature interne. Inoltre le nevicate e le gelate hanno provocato la rottura di condotte, alcune probabilmente che ancora non sono state scoperte”, conclude.

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