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Giovedì, 11 Agosto 2022
Cronaca

Una famiglia al servizio dei più poveri: missione in Perù per i coniugi Banzoli

Agnese ha operato a Mamara, nel sud del Perù, quasi al confine con la Bolivia, una delle regioni più povere del Sudamerica. La nuova missione avrà inizio martedì mattina dall'aeroporto "Guglielmo Marconi" di Bologna

“Il mio futuro è continuare a servire i più poveri”. Agnese Pondi riparte da dove aveva interrotto tre anni fa, in occasione della sua prima esperienza umanitaria in Sudamerica. Nel 2012 aveva condiviso sei mesi di povertà estrema nell’ambito dell’Operazione Mato Grosso, movimento di volontariato educativo fondato nel 1968 da padre Ugo de Censi. Gli altisonanti propositi della giovane, classe 1988, non scomposero più di tanto papà Paolo, mamma Roberta Valbonesi e le sorelle minori Irene e Michelle: i Pondi hanno sempre messo gli altri al primo posto.

Agnese ha operato a Mamara, nel sud del Perù, quasi al confine con la Bolivia, una delle regioni più povere del Sudamerica. La nuova missione avrà inizio martedì mattina dall’aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna. Rispetto a tre anni fa ci sono novità sostanziali: la forlivese ritorna in mezzo agli indios accompagnata dal marito Riccardo Banzoli e dal figlioletto Giovanni, nato il 25 gennaio 2014. “Entrambi abbiamo maturato esperienze di missione – dichiara Agnese – per cui ci è stato chiesto di andare insieme a coprire un’urgenza umanitaria emersa a Cuzco”.

Nell’antica capitale degli Incas, posta a 3.400 metri d’altezza, sopravvive ben poco della frenesia imperiale cancellata dall’ingordigia dei “conquistadores”. Gli abitanti odierni sono “appena” 300.000 e il reddito pro capite è da lacrime e sangue. I responsabili dell’Operazione Mato Grosso, presente in loco da una decina d’anni, hanno deciso di costruire, proprio a Cuzco, una casa d’appoggio alle missioni vicine (in totale 7) per tutto ciò che riguarda l’acquisto di beni e la cura degli ammalati che necessitano di un’assistenza ospedaliera. Le missioni più vicine sono a circa 6 ore di macchina, mentre per le più lontane si arriva anche a 14, 15 ore. “Il nostro compito – continua la forlivese - sarà accogliere al meglio le persone che chiederanno ospitalità, ma anche essere al servizio delle missioni più lontane prive di tutto”. Una di queste è quella di Mamara, dove Agnese ha lavorato “da single” nel 2012.

I coniugi Banzoli hanno avuto poco tempo per accogliere l’invito a ritornare in Perù: la famiglia che viveva li da tanti anni, per problemi di salute di una figlia è dovuta rientrare in Italia. “Noi ci sentiamo di partire dopo aver lasciato il lavoro che avevamo, perchè ci sembra un gran cosa provare a offrire la nostra quotidianità agli altri”. Lasciare le certezze italiane per andare a servire il fratello bisognoso, sarà il coronamento di un cammino di fede avviato singolarmente e poi condiviso nel matrimonio cristiano. Nel corso della sua precedente missione, Agnese ha fatto fronte a situazioni estreme, come il dover lavare dei vecchi letteralmente immersi nelle loro feci: i giorni che dimenticava a casa i guanti piangeva dalla disperazione. Proprio quella carità radicale le ha regalato certezze per il futuro. Nel corso della testimonianza resa alla comunità parrocchiale della Pianta al suo ritorno in Italia, la giovane confessa apertamente di aver chiesto al Signore, nonostante le difficoltà, di farla ritornare in missione con la sua famiglia, per condividere con Riccardo e Giovannino la bellezza di una vita donata ai poveri. Per almeno sei mesi, il buon Dio li ha accontentati.

Piero Ghetti 

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