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Domenica, 25 Febbraio 2024
Urbanistica

Nuovo Piano urbanistico generale, Ascom: "Arriva in ritardo, il territorio è già cannibalizzato"

Così il direttore di Ascom-Confcommercio Alberto Zattini commenta il primo passaggio del documento in commissione consiliare che dovrà poi essere approvato in Consiglio comunale

Il nuovo Piano urbanistico generale? "Ci lascia sostanzialmente indifferenti", perchè "il peggio purtroppo lo abbiamo alle spalle". Così il direttore di Ascom-Confcommercio Alberto Zattini commenta il primo passaggio del documento in commissione consiliare che dovrà poi essere approvato in Consiglio comunale. Quella di mercoledì è stata infatti la prima seduta di una serie di tre sessioni dedicate al nuovo strumento urbanistico che ha come obiettivo principale quello che porre un freno al consumo di suolo. L'iter di approvazione sarà lungo e difficilmente vedrà la fine entro la fine dell'amministrazione Zattini. L'ambizioso obiettivo è di mettere freno all'espansione urbanistica, con un limite di 91 ettari di nuove edificazioni disponibili da oggi fino al 2050. Dopo di ché lo stop: per una nuova area costruita bisognerà demolire e rinaturalizzare un'area vecchia equivalente. Una sfida non da poco se si tiene conto che Forlì si è ingrandita di 155 ettari solo negli ultimi sei anni, tra il 2016 e il 2022, vale a dire quasi il doppio di quanto potrà crescere nei successivi 25 anni. La sintesi è che Forlì nel prossimo quarto di secolo potrà crescere solo del 3% in più della superficie urbanizzata.

"Nel frattempo però ci sono 890mila metri quadrati tra residenziale, produttivo e terziario già autorizzati dai precedenti strumenti urbanistici", ricorda Zattini. "Vengono seguite le disposizione della Regione, ma il problema è che a Forlì è stato realizzato tutto quanto poteva esserlo - sono le amare considerazioni del direttore di Ascom-Confcommercio -. Prova ne è il recente taglio del nastro di Formì, insediamento commerciale vicino al casello autostradale. Le scelte programmatorie hanno provocato una cannibalizzazione del territorio". Ne consegue "che il peggio purtroppo lo abbiamo alle spalle. Per cui il Pug ci lascia sostanzialmente indifferenti. Rilevo che non si è intervenuti con provvedimenti che potevano riguardare la tutela della salute pubblica, mitigando così l'impatto di queste nuove realtà, spuntate come funghi nell'ultimo periodo". "Ribadisco che restiamo quasi indifferenti rispetto al Pug, perché arriva con ritardo - conclude -. Inoltre non si è mosso nulla relativamente al recupero di strutture non utilizzate che si trovano nelle aree industriali e artigianali". Gli investimenti che sono stati fatti negli ultimi anni "hanno risposto a un interesse speculativo e non agli interessi dei consumatori". 

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