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Allarme di Pasini (Udc): "Molti cittadini ormai esclusi dalle cure: non hanno i soldi per i ticket"

“Non passa giorno che, anche in relazione alla mia attività di volontariato, venga avvicinato o contattato da persone che chiedono aiuto per accedere alle prestazioni mediche. Uomini e donne che, in evidente stato di bisogno, non dispongono neppure del denaro per pagare il ticket minimo di 19 euro"

“Non passa giorno che, anche in relazione alla mia attività di volontariato, venga avvicinato o contattato da persone che chiedono aiuto per accedere alle prestazioni mediche. Uomini e donne che, in evidente stato di bisogno, non dispongono neppure del denaro per pagare il ticket minimo di 19 euro necessario per sostenere le spese specialistiche di base. Gli esami diagnostici, anche i più semplici e meno costosi, non sono più alla portata di tutti.  Lo stesso per quanto riguarda le visite specialistiche di base”.  La denuncia viene da Andrea Pasini, consigliere comunale e segretario provinciale UDC

Che continua: “Questo mio allarme, purtroppo, è suffragato dai numeri, come testimoniano le cifre statistiche. Nel 2012, infatti, si è verificato un calo del 10% di concittadini forlivesi che, pur bisognosi di cure mediche, non disponendo di mezzi economici sufficienti, non hanno potuto accedere ai servizi sanitari. In parole povere, 'non si sono curati'. Dalle informazioni attendibili in mio possesso, va detto, poi, che la situazione si è ulteriormente aggravata in questi ultimi mesi – insiste Pasini – tanto che ho notizie certe di persone disperate in quanto non riescono neppure ad acquistare i farmaci, anche quelli generici. Credo – rimarca Pasini – che di fronte a situazioni drammatiche di questo tipo non si possa restare inermi e indifferenti, ed è per questo che avanzo una proposta”.

“L'Amministrazione comunale, le Farmacie Comunali congiuntamente alla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì devono scendere in campo a sostegno di questi bisogni, operando in due direzioni. Primo a sostegno delle persone anziane che, con le pensioni minime irrisorie di cui dispongono, non possono acquistare farmaci per curare malattie per lo più cronicizzate, secondo proporre interventi a sostegno delle persone in grave stato di indigenza. Solo così – conclude il consigliere  Andrea Pasini – si potrà difendere l'universalità del diritto alla salute, tutelato dall'art. 32 della Costituzione”.

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