Cronaca

Mattarella a Forlì: “Tutta l’Italia vi è vicina, non sarete soli”. E il sindaco: "Torneremo ad essere il Cittadone"

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Forlì ha incontrato i cittadini e i volontari in piazza Saffi. Il sindaco Zattini: “La sua presenza ci dà forza”.

Sono da poco passate le 11 quando il corteo presidenziale percorre corso della Repubblica e si ferma all’imbocco di piazza Saffi, dove il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, fa il suo ingresso a piedi. Ad accoglierlo una piazza gremita di bambini che hanno intonato “Romagna mia”, alla presenza del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, del sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, del presidente della Provincia Enzo Lattuca e dei corpi dello Stato e dei tantissimi volontari che hanno operato su tutto il territorio colpito dall’alluvione.

Alluvione, la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Forlì

“Ringrazio molto il sindaco per questo benvenuto e per l’incontro - ha detto Mattarella aprendo il suo discorso -. Questa è una piazza che ha visto tanti momenti importanti nella storia della città e questo è un momento difficile. Ho visto tante ferite nel territorio e so bene quanto via sia da riprendere, con coraggio e decisione, per rilanciare la vita comune”.

La visita del presidente Mattarella: tutti i dettagli

Oltre mille i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado ad ascoltare le parole del presidente della Repubblica, insieme ai rappresentanti dei quartieri flagellati dall’alluvione e simbolo della devastazione che ha colpito al cuore molte parti della città: Stefano Valmori per il quartiere Romiti, Eleonora Visani per Cava-Villanova, Loretta Poggi per la zona di via Pelacano e via Isonzo, Alessandro Gasperini per San Benedetto e via Gorizia e Alberto Poggi per il centro storico e Schiavonia.

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“So che ce la farete, tutta l'Italia vi è vicina e non sarete soli in quest'opera importante che deve essere veloce - ha proseguito nel suo intervento Mattarella -. Questo territorio è fondamentale per la vita dell'Italia, per la sua economia e per la sua storia. Quindi l'esigenza di rilancio è nazionale”.  Infine, l’assicurazione “che vi sarà tutto il consenso e l'appoggio costante, non soltanto in questi giorni, ma anche nel prosieguo, perché questa opera da fare velocemente richiederà molto impegno. Ma non sarete soli in questo. Complimenti alla vostra resistenza”.

L’incontro con la città di Forlì, al quale erano presenti i volontari ma non i mezzi utilizzati in questi giorni per rimuovere il fango e portare soccorso per non sottrarli alle operazioni in corso, è stato aperto dal sindaco Zattini che ha ringraziato il presidente della Repubblica per la sua presenza in un “dolorosissimo momento - ha detto il primo cittadino - che ci dà forza e ci fa sentire la vicinanza delle istituzioni e quel senso di rinascita di cui abbiamo bisogno”. Zattini ha ricordato le ferite inferte dall’alluvione che ha devastato interi quartieri e che non ha risparmiato case, aziende e messo in ginocchio l’agricoltura.

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Stando alle prime stime, sono state circa 11 mila le persone residenti nelle aree colpite dall'alluvione, 800 quelle ospitate nelle strutture di accoglienza messe a disposizione e 3 mila quelle che hanno subito gravi danni alla propria abitazione e che, al momento, sono ospitate da amici o parenti. 

“Oggi siamo nella nostra grande piazza che ha sempre rappresentato la voglia di rinascita - ha proseguito Zattini -. Qui nell’agosto del ’44 furono appesi quattro giovani simbolo della nostra resistenza e da quell’immagine è nata la voglia di rialzarci. Nell’aprile del 1988 ci siamo riuniti qui dopo il barbaro omicidio del senatore Roberto Ruffilli per dire no al terrorismo e alla violenza. In questa piazza abbiamo sempre trovato la forza per rinascere. La promessa che facciamo è che rinasceremo e torneremo a essere il ‘Cittadone', la città solidale che non lascia indietro nessuno. Perché questo è nel nostro Dna”.

Il presidente si è poi recato a salutare e a stringere la mani dei tanti volontari che hanno lavorato nell’emergenza. Prima di proseguire il suo viaggio facendo tappa a Cesena, il presidente ha attraversato il quartiere dei Romiti a bordo dell’auto presidenziale. 

Il discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella

"Ringrazio molto il sindaco per questo benvenuto e vi ringrazio per l'incontro. Questa è una piazza, come ha detto il sindaco, che ha visto tanti momenti importanti nella storia della città, e in questo momento impegnativo, difficile, ho visto tante ferite nel territorio e so bene, per quanto riguarda molte abitazioni, molte aziende, per le strade, che via sia da riprendere con coraggio e decisione, e rilanciare la vita comune. So che ce la farete, con l'aiuto dello Stato e del Governo. So che ce la farete perché questa è la volontà di queste contrade. Il sindaco ha ben espresso questa volontà determinata, di ripresa e di rilancio. Quello che vorrei dirvi è che tutta l'Italia vi è vicina e non sarete soli in quest'opera importante, che deve essere veloce. Questo territorio è un elemento importantissimo, fondamentale per la vita dell'Italia, lo è per la sua economia, per la sua storia. Quindi l'esigenza che si rilanci, non è un'esigenza soltanto vostra, ma è un'esigenza nazionale e in questo potete essere certi che vi sarà tutto il consenso e l'appoggio costante, non soltanto in questi giorni, ma anche nel prosieguo, perché questo lavoro da fare velocemente richiederà molto sforzo, impegno. Ma non sarete soli in questo. Complimenti alla vostra resistenza e auguri".

Il discorso del sindaco di Forlì Gian Luca Zattini

"Grazie signor Presidente per essere qui con noi in questo dolorosissimo momento. La sua presenza ci dà forza e coraggio, ci dà soprattutto la vicinanza delle istituzioni, dello Stato, della Repubblica, ci dà quel senso di rinascita di cui la città ha bisogno. La città è stata ferita in maniera profonda, abbiamo quartieri devastati, cancellati in alcune loro sembianze. Abbiamo decine di migliaia di cittadini che hanno perso tanto, alcuni tutto. Abbiamo attività azzerate, abbiamo la nostra agricoltura in ginocchio, abbiamo le nostre strutture sportive e culturali fortemente compromesse. Però qui siamo in un luogo simbolico, siamo nella nostra grande piazza. Il cuore della città, una piazza che ha sempre rappresentato la voglia di rinascita. Qui nell'agosto del '44 furono appesi quattro giovani, simboli della nostra Resistenza, e sembrava si volesse azzerare la nostra forza. Invece da quelle immagini è nata la voglia di resistere, di recuperare, e abbiamo vinto. Nell'aprile dell' 88 qui ci siamo riuniti dopo il barbaro omicidio del senatore Roberto Ruffilli, qui la città ha detto un no enorme al terrorismo e alla violenza. Ecco in questa piazza abbiamo sempre trovato la forza per rinascere, e qui davanti ai nostri cittadini e ragazzi – abbiamo davanti il nostro futuro -, davanti ai nostri angeli che sono venuti ad aiutare. Non li posso menzionare perché ci sono tutte le nostre forze, dai volontari ai corpi dello Stato, persone che da tutt'Italia sono venute a darci una mano, persone che hanno condiviso con noi il dolore. La promessa che facciamo è che rinasceremo, usciremo da questo incubo, torneremo a essere il “cittadone”, la città forte, operosa, solidale che non lascia indietro nessuno. Perché questo è nel Dna della nostra città. Signor Presidente grazie perché la sua presenza ci dà quello slancio in più e ci dà la forza che ci permetterà di uscire da questro bruttissimo incubo che stiamo vivendo. Grazie Forlì. Ce la faremo".

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