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Antenne, i residenti non si danno per vinti: "Serve un piano regolatore della telefonia mobile"

“Ribadiamo che il Comune di Forlì dovrebbe predisporre un piano per pianificare il corretto insediamento urbanistico degli impianti per la telefonia sul territorio coerentemente ai principi di sviluppo sostenibile"

“Ribadiamo che il Comune di Forlì dovrebbe predisporre un piano per pianificare il corretto insediamento urbanistico degli impianti per la telefonia sul territorio coerentemente ai principi di sviluppo sostenibile, tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini”: è la richiesta che viene dal comitato di San Martino in Strada che si oppone all'installazione di una nuova antenna da 30 metri tra via Placucci e via Persiani, già autorizzata per l'operatore Wind, dopo il primo diniego motivato con un parere negativo di Enac (per via della vicinanza all'aeroporto). Contro l''impianto, che è in fase di costruzione in questi giorni, sono state raccolte 1.600 firme.

I sostenitori della petizione non ci stanno all'argomentazione che il Comune non ha strumenti legali per impedire tali impianti, che hanno un iter di approvazione rapido e garantito dalla legislazione nazionale. Sempre il gruppo di San Martino in Strada: “Nonostante la normativa sia a favore degli installatori, anche le recenti modifiche alla legge Quadro 36/2001 ribadiscono che nelle facoltà assegnate ai Comuni rimane “il corretto insediamento urbanistico degli impianti” e questa già da sola comporta la necessità di gestire l’aspetto regolamentare e pianificatorio dell’ente”. Pertanto sarebbe consentito, per i sostenitori della petizione “ai Comuni di decidere se governare ed amministrare le installazioni con la stesura di un Piano per la Telefonia Mobile che tenga conto degli ambiti territoriali e delle coperture del segnale”. 

Diversa la posizione dell'assessore Giuseppe Petetta, che ha richiamato al regolamento comunale che impedisce installazioni per esempio troppo vicine alle scuole (che non è il caso di San Martino). Replica il comitato: “Per quanto riguarda quel regolamento comunale ricordiamo che è dell’anno 2002, tale regolamento dovrebbe essere revisionato viste le massicce richieste di nuove installazioni da parte dei gestori in questi ultimi anni e riporta comunque negli articoli al suo interno un’attenzione alle criticità da noi già evidenziate e nello specifico indica la minimizzazione dell’esposizione all’inquinamento elettromagnetico connesso alle installazioni per la telefonia mobile; la minimizzazione dei fattori di inquinamento visivo a carico del paesaggio extraurbano e urbano; ed infine che nell’intento di razionalizzare la distribuzione degli impianti fissi di telefonia cellulare il Comune favorirà le installazioni nei territori di sua proprietà in cui più gestori condivideranno comuni sostegni di installazione (...) , ciò favorirà una  ulteriore cautela nei confronti della cittadinanza”.

Ed infine: “Inoltre le osservazioni che motivavano il diniego all’installazione erano emesse in virtù del parere Ausl che, anche se poi risulterà positivo, cita importantissimi passaggi, presenti anche nel diniego definitivo di dicembre 2019: il principio di precauzione, che è un approccio alla gestione del rischio che si applica in condizione di incertezza scientifica , l'elettrosensibilità ai campi elettrici e magnetici, che può manifestarsi con malessere, depressione e disturbi cronici del sonno”. Infine si contesta che “Gli abitanti del nuovo quartiere residenziale hanno investito per l’acquisto di immobili, che con l’installazione delle antenne subiranno sicuramente una svalutazione economica importante. Con antenne di 4 operatori in 145 metri, dove vogliamo arrivare?”

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