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Cronaca

Campus, taglio del nastro per il 'Teaching hub': "Vocazione internazionale con 11mila studenti"

Prima del taglio del nastro, il rettore dell'Alma Mater, Ivano Dionigi, ha visitato la struttura, accompagnato dalle istituzioni, sindaci di Forli' e Cesena, Davide Drei e Paolo Lucchi, soffermandosi a discutere anche con gli studenti impegnati per gli esami

Una struttura sorta sull'ex ospedale "Morgagni", non ancora completa, che colleghera' il centro storico di Forli' alla parte contemporanea della citta'. E' stato inaugurato lunedì mattina il nuovo 'teaching hub' del campus universitario di Bologna, che si estende su tre piani e 9 ettari. Sale studio e non solo che fissano il nuovo baricentro della citta', dove il campus diventa ponte tra passato, presente e futuro. Prima del taglio del nastro, il rettore dell'Alma Mater, Ivano Dionigi, ha visitato la struttura, accompagnato dalle istituzioni, sindaci di Forli' e Cesena, Davide Drei e Paolo Lucchi, soffermandosi a discutere anche con gli studenti impegnati per gli esami.

Il Teaching Hub insiste su una superficie complessiva di 7.426 metri quadrati e dispone di ben 21 aule di didattica che variano dai 25 ai 300 posti a sedere, tutte dotate di tecnologie multimediali a supporto delle lezioni e offre spazi funzionali per lo studio libero con una capienza complessiva di 300 posti. La struttura è stata benedetta da monsignor Dino Zattini. Per il campus, spiega il coordinatore, Felix San Vicente, c'e' un nuovo assetto con cinque unita' operative e la conferma della "vocazione internazionale" e di "corsi professionalizzanti". Il numero degli studenti si e' consolidato negli ultimi 5 anni a circa 11mila, grazie ad un'offerta formativa equilibrata, con sette lauree triennali e 11 magistrali, di cui quattro in inglese.

Si punta inoltre sull'alta formazione, con quattro master di I° livello e numerosi corsi, in particolare nel settore economico e sociologico. Alcuni giunti al 13° anno. C'e' dunque, sottolinea San Vicente, una "forte integrazione tra didattica e ricerca", pur con alcune criticita' quale la "rappresentativita' e la burocratizzazione". Occorre puntare, conclude, su un "modello multicampus senza sovrapposizioni", che dia certezze sulla mobilita' e sulla vocazione dei campus romagnoli.

Campus, l'inaugurazione del trefolo (Frasca)

Decisamente soddisfatto della giornata il padrone di casa, il sindaco di Forlì Drei. Che mette in luce le "due parole chiave: lungimiranza e volonta'". Da 25 anni e' stato messo in campo "un importante investimento economico e di progettualita'", puntando anche sulla rifunzionalizzazione degli spazi urbani. "Diamo nuova vita a un cuore pulsante della citta'" e a fine marzo sara' pronta anche la mensa per tutti i cittadini. "Con Cesena - conclude Drei - mettiamo in campo un'ottica romagnola, non municipale, un'offerta organica e una visone corale per l'universita'".

E' un "giornata di emozioni molto forti", gli fa eco il collega di Cesena Lucchi, sottolineando il ruolo di privati e fondazioni e confermando che con Forli' sul tema non c'e' competizione. Un ruolo importante l'ha avuto la societa' Serinar che si occupa proprio del rapporto con l'ateneo. Il presidente di Ser.In.Ar, Alberto Zambianchi, concorda sulla "splendida sede che rappresenta una grande risposta alle istanze degli studenti, della citta' e dell'universita'. Serinar, aggiunge, "agira' sempre per agevolare il consolidamento del multicampus, anche in ottica romagnola, collaborando con Fondazione Flaminia e Unirimini". “E’ necessario pensare al futuro - ha affermato il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Roberto Pinza - senza soffermarsi troppo sugli allori: lavoriamo insieme per nuovi prestigiosi obiettivi, primi fra tutti la sistemazione di Palazzo Sauli-Saffi e del grande Parco del Campus”.

Per Dionigi occorre "organizzare visite e conferenze", per "mescolare la citta' con universita', l'urbs con la civitas". Un'opera, aggiunge il rettore, realizzata in quattro anni e che cade nel 25esimo del decentramento universitario in Romagna. E che, rimarca, "ripete a 929 anni di distanza quello che era Bologna". Cosi', prosegue, ora "Forli' fa invidia ad altre universita' per l'alta qualita' dei corsi e dei miei colleghi". Certo, non nasconde Dionigi, "ci sono criticita' nell'assetto istituzionale e nella gestione", per cui "chi verra' dopo di me dovra' fare di piu' e meglio. Io avevo l'onere della pagina bianca, ora e' piu' facile correggere. Ma va fatto. Questo e' l'invito che faccio: fare meglio, non contro. Ci sono- conclude- meno immatricolati, iscritti, studenti in corso e laureati, tanti segni meno, ma il diritto allo studio e' sempre primario".

“Ricordate – ha affermato Dionigi in chiusura – che l’Università a Forlì ha una caratteristica unica, una sorta di duplice velocità: l’internazionalizzazione che la proietta oltre i confini nazionali e un forte legame con il tessuto economico, che la rende perfettamente integrata con il contesto locale”. Dello stesso avviso l'assessore regionale all'Università, Patrizio Bianchi, anche lui presente all'inaugurazione: "Forlì città universitaria non era una cosa scontata 25 anni fa" e "la forte vocazione internazionale ha segnato molto la citta'". La Regione, aggiunge, punta forte sul rilancio del programma adriatico-ionico e per ristabilire una rete universitaria tra le due aree. E la vocazione internazionale di Forlì è fondamentale".

Fonte Dire

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