"Terrona", il caso della lite condominiale finisce in tv: "Non sono razzista, insulti sotto l'effetto dell'ira"

"Non è la prima volta che vengo chiamata terrona a Forli", l'amara considerazione della donna, la cui vicenda ha poi avuto risalto nazionale, tanto che del caso se n'è occupato anche il rotocalco televisivo "Pomeriggio 5"

E' finita sui media nazionali, e avrà uno strascico ulteriore nel programma di Canale 5 "Pomeriggio 5" martedì e mercoledì la vicenda della lite condominiale avvenuta a San Martino in Strada, a Forlì, alla fine di agosto, sfociata in insulti, tra cui - ha protestato una delle parti in causa - anche alcuni a sfondo razzista, dato che una donna di 53 anni, Ilde Cascio, siciliana di Terrasini (Palermo) sarebbe stata apostrofata come "terrona","puzzolente", "morta di fame" e "mafiosa", il peggio cioè dell'armamentario verbale contro l'Italia meridionale. Cascio ha anche lamentato un'aggressione fisica da parte del compagno della vicina che avrebbe proferito gli insulti, e sull'accaduto ha spiegato di essere intenzionata a sporgere denuncia, dopo una lieve prognosi come referto di pronto soccorso e l'intervento di una volante della polizia sul posto, per due volte nell'arco della stessa giornata. "Non è la prima volta che vengo chiamata terrona a Forli", l'amara considerazione della donna, la cui vicenda ha poi avuto risalto nazionale, tanto che del caso se n'è occupato anche il rotocalco televisivo "Pomeriggio 5".

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Di diverso avviso però la vicina sotto accusa, che respinge l'idea di essere razzista. Così spiega Melissa Rinaldini: "Prima di tutto la lite condominiale che c'è stata, è stata un'escalation di insulti reciproci, sotto l'effetto dell'ira". Rinaldini sostiene di aver ragione dal punto di vista della causa scatenante della lite, vale a dire l'ingresso con l'auto nel cortile condominiale, dato che la sua controparte non avrebbe, da contratto di affitto, l'uso di un box auto condominiale. Ma la questione più saliente, vale a dire quel brutto epiteto di "terrona" che ancora rimane un modo per etichettare negativamente i meridionali, Rinaldini respinge tutto: "Ho amici siciliani, ho fatto volontariato in Sicilia, non mi permetterei mai di esprimermi in modo razzista". Le parole, secondo l'altra campana, sarebbero state diverse: "La mia vicina ha iniziato a dire che non ce la faceva più a stare in Romagna, che siamo 'contadini ignoranti'. Io ho risposto che parlare così è uguale a dire a lei 'terrona'". Respinta anche l'accusa di aver menato le mani.

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