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Una cena di solidarietà nel nome di don Amedeo Pasini

Ci sono ancora posti liberi per la cena di solidarietà nel nome di don Amedeo Pasini, in programma venerdì 23 novembre, alle 20, presso l'Istituto Alberghiero di Forlimpopoli

Ci sono ancora posti liberi per la cena di solidarietà nel nome di don Amedeo Pasini, in programma venerdì 23 novembre, alle 20, presso l'Istituto Alberghiero di Forlimpopoli. “Se non basterà, ci affideremo alla Provvidenza, proprio sull’esempio del nostro don Amedeo, che si è sempre lasciato guidare dal buon Dio, anche nei momenti più difficili”. Ad un anno e mezzo dalla scomparsa, il popolare sacerdote, cofondatore della parrocchia di San Paolo Apostolo assieme a don Mino Flamigni, rimane nel cuore di gran parte dei forlivesi.

La vendita del volume “C'era una volta un re, bisre, bisconte, binè: don Amedeo Pasini, un prete tutto storto che ti faceva rigare dritto”, curato da Roberto Marzocchi e Pierluigi Mattarelli e presentato a furor di popolo l’8 maggio scorso all’Auditorium Carisp di Forlì, è andata talmente bene, che l’agognato pulmino con sollevatore per il Centro Anziani della stessa San Paolo, è già in movimento. Il veicolo è stato benedetto la scorsa settimana, in occasione del ritrovo dei gruppi che hanno partecipato, in agosto, alle vacanze di condivisione a Sappada. “I proventi del libro – dichiara Mattarelli – sono stati sufficienti per l’anticipo richiesto dal concessionario, che ci ha già consegnato il mezzo. Adesso si tratta di pagarlo interamente”. Questo spiega l’organizzazione di un nuovo evento nel ricordo di don Amedeo Pasini: una cena solidale che si svolgerà il 23 novembre, presso l'Istituto Alberghiero di Forlimpopoli. Nel corso della serata saranno riproposte le diapositive già proiettate l’8 maggio in occasione della presentazione del libro, oltre ad alcune testimonianze di chi ha avuto la fortuna di conoscere questo grande ministro di Cristo.

“Che bello essere prete, non capisco perché siano così pochi”. Persino in punto di morte, in preda alle terribili sofferenze infertegli dal male che l’ha strappato alla vita, don Amedeo è stato maestro nel suscitare generosità verso i poveri, ma anche nel valorizzare le persone. La sua intuizione più grande rimarrà proprio il Campo di condivisione di Borca di Cadore, avviato nel 1972 per trascorrere coi fratelli disabili anche le ferie estive. “Condividere – amava ripetere - significa mettere i propri doni a disposizione di coloro che non ne hanno. E’ un toccare con mano cosa significhi vivere assieme ai fratelli cosiddetti poveri, ma in realtà molto ricchi”. I frutti del suo grande amore per gli ultimi, sono sotto gli occhi di tutti. Per aderire alla cena solidale, del costo di 40 euro, si può telefonare a Roberto Marzocchi (335-6166900) e Pierluigi Mattarelli (329-2986211).
 

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