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Centri estivi, al lavoro sulle proposte: bimbi in gruppi da 7 e apertura anticipata

L'assessore Paola Casara: "Stiamo lavorando in emergenza, e aspettiamo le direttive da Stato e Regione". Ma nel frattempo le proposte rendono già l'idea di cosa ci aspetta, fra gruppi ridotti e spazi ben delimitati per evitare gli assembramenti.

Si è tenuta venerdì pomeriggio la videoconferenza che ha visto i numerosi attori coinvolti nel mondo dei centri estivi raccogliere le idee e le proposte da sottoporre in Regione, in attesa di ulteriori informazioni e disposizioni da parte del governo. In molti comuni della provincia, infatti, si stanno organizzando per i centri estivi: è un servizio importante, non solo per supportare le famiglie ma anche per i bambini che hanno finora vissuto in isolamento.

"Prima di tutto abbiamo intenzione, a livello comunale, di capire quale sia l'effettiva richiesta per il servizio", premette l'assessore Paola Casara. "Vorremmo augurarci una domanda più alta del normale, anche per il bene dei bambini che hanno bisogno di socializzare e svagarsi; ma capiamo anche che la preoccupazione delle famiglie può essere tanta, e che preferiscano non sottoporre i figli a un rischio, nonostante senza dubbio utilizzeremo tutte le misure di sicurezza che si rendono necessarie".

Senza contare il problematico e purtroppo inevitabile aumento delle famiglie in difficoltà: "Si parla in questi giorni della possibilità che lo stato stanzi 30 milioni alle regioni. Non è ancora detto, ma in tal caso per l'Emilia Romagna ci sarebbero 3 milioni destinati a supportare le famiglie. Inoltre, qualora le domande superassero l'iniziale aspettativa, vorremmo poter favorire l'accesso per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano". Ancora niente di certo, dunque, da ogni fronte. Ma i temi sono sempre quelli: il distanziamento, il contingentamento, le misure di sicurezza. "Si sta ipotizzando di procedere alla formazione di più piccoli gruppi, di 6 o 7 bambini seguiti da un educatore". Proprio per diminuire ancora di più qualsiasi pericolo di contagio, il singolo educatore dovrebbe seguire sempre lo stesso gruppetto, senza che ci siano rimescolamenti o assegnazioni a un gruppo diverso.

Questo naturalmente richiede anche un diverso ricalcolo degli spazi, ma l'assessore non è preoccupata: "Da questo punto di vista, Forlì non avrà problemi. Dei nidi comunali, che sono 8, solitamente se ne utilizzano per i centri estivi solo 4. Siamo pronti a rendere disponibili quegli spazi, ed eventualmente anche a confrontarci con le scuole private che solitamente durante l'estate offrono centri estivi privati". In questo modo, i bambini potranno usufruire degli spazi in piccoli gruppi, alternandosi fra l'interno e l'esterno senza rischiare assembramenti con altri bambini.

Ci sono ancora molte zone grigie, purtroppo: "Vorremmo aprire prima i centri estivi, e chiuderli un po' più tardi, considerando che alcune scuole potrebbero non aprire a inizio settembre. Credo che sia importante offrire questo servizio per aiutare le famiglie, e in particolare le donne". Sottolinea ancora la Casara: "Ma dal momento che in certi casi i centri estivi vengono dati in appalto a cooperative, bisognerà capire come impiegare le risorse comunali e soprattutto fornire indirizzi precisi agli operatori su come gestire l'attività dei bambini e il rapporto con loro in questa delicata circostanza. Per questo alla videoconferenza hanno partecipato anche esperti di pedagogia. Coinvolgeremo anche pediatri e altri operatori del settore, per capire come agire per tutelare la sicurezza di tutti".

Le gite al mare, le mattinate in piscina e altre attività che comportano spostamenti e interazioni non protette saranno difficilmente attivate. "Al momento stiamo lavorando in emergenza, e la nostra preoccupazione è di offrire un servizio che segua le direttive del governo e della regione, nell'interesse di tutti e senza escludere nessuno. Per questo abbiamo coinvolto anche le cooperative che lavorano con bambini portatori di handicap" conclude l'assessore. Entrare nel dettaglio della programmazione non è dunque la priorità al momento, anche se "con buone probabilità quest'anno i centri estivi, e in particolare quelli privati, attivati magari dai centri sportivi, non potranno avere i programmi pieni che hanno di solito".

Per martedì è prevista una nuova conferenza con la regione in cui saranno portati avanti gli spunti nati da questo primo incontro: "Nel frattempo, vorrei cominciare anche il confronto per prepararci al rientro a scuola e in particolare alla gestione degli spazi: ci sono molte cose da valutare, è tempo di pianificare".

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