La Polizia Postale di Forlì verso la chiusura: "A farne le spese è la sicurezza"

Attacca il Sap: "Con la seduta del Consiglio comunale del 12 luglio scorso, ricordiamo, si è persa l’ennesima occasione per fare qualcosa per la nostra città e per la nostra provincia"

Si profila la chiusura per la sezione della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Forlì. A lanciare l'allarme è il segretario provinciale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) Roberto Meloni. Tra le 31 sezioni che saranno salvate secondo il nuovo progetto, non compare la sedizione della città mercuriale. "Può ridere invece la vicina Provincia di Rimini ricompresa nel nuovo progetto che prevedrebbe la creazione di “macrosezioni” con competenza su più province", afferma Meloni.

Il segretario provinciale del Sap ricorda "che a Rimini il parlamentare Tiziano Arlotti del Pd aveva sentito il bisogno di scrivere al Capo della Polizia Prefetto Gabrielli per chiedere di tutelare la Sezione di Polizia Postale e delle Telecomunicazioni riminese garantendo un adeguato organico e la piena operatività sostenendo che “i recenti trasferimenti di ulteriori 3 elementi sembrano manifestare inoltre l’intenzione, a livello centrale, di arrivare in ogni caso alla chiusura di questo importante servizio specialistico, che deve invece mantenere le sue peculiarità di presenza sul territorio ed essere supportato da una adeguata tecnologia e da personale altamente specializzato". Nel contempo la parlamentare Giulia Sarti del M5S aveva ritenuto di depositare nella
Commissione Affari Costituzionali una risoluzione contro “un taglio netto all’organico e un depotenziamento continuo…” della medesima Sezione riminese, sottolineando come questo disegno, che coinvolge moltissime altre sezioni di Polizia Postale in tutta Italia, alla fine si prefigga di "depotenziare, tagliare risorse, diminuire l’organico e infine arrivare alla chiusura con la scusa che non si produce abbastanza e che le stesse funzioni possono essere svolte altrove"".

"A Forlì qualcuno aveva giustamente posto la questione, ma si è preferito fidarsi di pseudoesperti di sicurezza - attacca Meloni -. Con la seduta del Consiglio comunale del 12 luglio scorso, ricordiamo, si è persa l’ennesima occasione per fare qualcosa per la nostra città e per la nostra provincia. Anzi, probabilmente è stato ciò che ha affossato definitivamente le speranze di poter salvare la sezione forlivese. Il disinteresse e la scarsa attenzione, l’accettazione supina e acritica di uno scellerato progetto di tagli lineari ha fatto si che, alla fine, probabilmente la più vicina Sezione di Polizia Postale e delle Telecomunicazioni a cui i cittadini forlivesi si potranno rivolgere si troverà a 50 chilometri. Eppure Forlì aveva tutte le carte in regola per resistere e vincere questa battaglia".

Prosegue il segretario provinciale del Sap: "Tra le sezioni romagnole (Forlì, Ravenna e Rimini) quella forlivese è quella ancora oggi più numerosa; geograficamente è quella la cui distanza media tra le diverse province è la più favorevole; è ubicata in uno stabile di proprietà del demanio recentemente interamente ristrutturato quindi altamente funzionale; è ubicata in Via Bertini, posizione strategica facilmente raggiungibile anche da chi provenisse da fuori. Insomma Forlì è meglio di Rimini Ma nulla di tutto questo è stato valutato. Oggi è iniziato il conto alla rovescia verso una chiusura che porterà un ulteriore impoverimento dell’apparato della sicurezza in città. L’età media dei poliziotti della provincia, infatti, è molto alta. Troppo alta".

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"I tempi di attesa necessari ad ottenere il trasferimento a Forlì per quanti oggi lavorino lontano da casa sono divenuti oramai biblici. Con le chiusure (Sezione di Polizia Postale ed eventualmente Distaccamento Stradale di Rocca San Casciano) si determinerebbe una contrazione dei “posti disponibili” - continua Meloni -. La conseguenza sarebbe un ulteriore allungamento dei tempi di attesa ed i trasferimenti riguarderanno solamente poliziotti già “vecchi”. Per questo motivo rivolgiamo, ancora una volta, il nostro appello a tutte le forze politiche locali, alle istituzioni ed ai cittadini affinchè si facciano portavoce della giusta richiesta di sicurezza che proviene dai territori “di periferia” troppo spesso sacrificati".

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