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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Scuole

Ecco la classifica delle scuole che preparano al meglio all'università e al mondo del lavoro: Scientifico e Alberghiero al top

Questa la fotografia tracciata dallo studio "Eduscopio" raccolti dalla Fondazione Agnelli, che ha pubblicato la classifica annuale dei migliori istituti superiori italiani che meglio preparano agli studi universitari o al lavoro dopo il diploma

L'Istituto Alberghiero "Artusi" di Forlimpopoli al primo posto nel Forlivese per opportunità di lavoro al termine del percorso di studi davanti all'Istituto Tecnico Industriale, mentre il Liceo Scientifico "Fulcieri Paulucci De Calboli" è al top per rendimento universitario. Questa la fotografia tracciata dallo studio "Eduscopio" raccolti dalla Fondazione Agnelli, che ha pubblicato la classifica annuale dei migliori istituti superiori italiani che meglio preparano agli studi universitari o al lavoro dopo il diploma. Il portale - nato nel 2014 e gratuito - si propone di aiutare gli studenti e le loro famiglie nel momento della scelta della scuola dopo la terza media.

Il rapporto "Eduscopio" viene realizzato in base alle performance universitarie dei diplomati (numero di esami e media dei voti al primo anno). Per gli istituti tecnici e per i professionali esiste anche una seconda classifica, basata sugli sbocchi lavorativi: tasso di occupazione e coerenza fra studi fatti e lavoro trovato. Nello specifico, vengono messe a confronto le scuole in un raggio tra i 20 ed i 30 chilometri e a ciascuna viene assegnato un indice chiamato Fga, calcolato con due parametri a cui viene dato identico peso: la media dei voti agli esami universitari e la percentuale di esami superati. Per consultare la classifica delle migliori scuole superiori d'Italia è sufficiente collegarsi al sito di Eduscopio, selezionare l'indirizzo di studi e la zona di proprio interesse.

Il focus sui licei

Anche nel 2022 si evince come lo Scientifico sia la scuola che prepara i migliori studenti universitari, tuttavia l'indice qualità degli istituti forlivesi registra un calo rispetto agli istituti dei territori più vicini. Il "Fulcieri Paulucci Di Calboli", con un indice Fga di 79.29 (in discesa rispetto all'82.25 del 2021 e all'84.26 del 2020), tra i licei scientifici situati nel raggio di 30 chilometri da Forlì scende al quinto posto, dietro il "Torricelli Ballardini" di Faenza, il "Liceo Gregorio Ricci Curbastro" di Lugo, l'"Augusto Righi" di Cesena e l'"Alfredo Oriani" di Ravenna, potendosi davanti al "Ferrari" di Cesenatico e all'"Almerici" di Cesena.

Lo Scientifico di Forlì è addirittura all'ultimo posto per quanto riguarda l punteggio dell’indirizzo Scienze Applicate (75.05 contro lo 81.81 del 2021): sul podio ci sono l"Oriani" di Ravenna, il "Gregorio Ricci Curbastro" di Lugo e il "Torricelli Ballardini" di Faenza. Quali sono le aree disciplinari più gettonate dai diplomati del "Fulcieri Paulucci Di Calboli"? Il 28,3% sceglie un indirizzo tecnico, il 26,3% quello scientifico, il 9,8% quello economico-statisico, l'8,5quello umanistico Il 7,8% quello sanitario e il 7,5% quello medico. Il 79,2,% dei liceali dello scientifico forlivese ha optato per l'ateneo bolognese.

Il Liceo Classico tradizionale "Morgagni" (Fga 74.35) si trova al quarto posto, staccato di 8.56 punti dal "Liceo Gregorio Ricci Curbastro" di Lugo. Sul podio si trovano altri due classici tradizionali della provincia di Ravenna, il "Torricelli Ballardini" di Faenza e il "Dante Alighieri" di Ravenna, rispettivamente con un indice Fga di 80.34 e 78.08 punti. Penultimo posto per il Linguistico, davanti all'"Alighieri" di Ravenna: al primo posto c'è l'"Ilaria Alpi" di Cesena con un indice Fga di 72.66 a precedere il "Liceo Gregorio Ricci Curbastro" di Lugo e il "Torricelli Ballardini" di Faenza. Il "Morgagni" è al primo posto per quanto riguarda l'indirizzo Scienze Umane, precedendo il "Valfredo Carducci" di Forlimpopoli e il Torricelli Ballardini" di Faenza. L'indirizzo scienze umane-economico sociale perde invece la leadership del 2021 a favore del "Vincenzo Monti" di Cesena. 

Il focus sugli indirizzi tecnici

Per quanto riguarda gli istituti tecnici, il "Carlo Matteucci" si piazza al secondo posto tra gli indirizzi economici, preceduto dal solo "Oriani" di Faenza. Sul gradino più basso del podio c'è l'"Agnelli" di Cesenatico. Il "Guglielmo Marconi" di Forlì è al sesto posto tra gli indirizzi tecnologici, staccato di oltre sette punti dalla vetta, in una classifica che vede il "Garibaldi Da Vinci" al primo posto (69.9 punti) davanti all'"Oriani" di Faenza e al "Nullo Baldini" di Ravenna. Davanti alla scuola di viale della Libertà ci sono anche il "Blaise Pascale" di Cesena e il "Morigia-Perdisa" di Ravenna. 

Il mondo del lavoro

In merito alla classifica che riguarda l’indice di occupazione dei diplomati che scelgono di lavorare, i diplomati al "Matteucci" sono quelli con l’indice di occupazione più basso: al primo posto il Ginanni di Ravenna (78.76), davanti all'"Agnelli" di Cesenatico e all'Oriani di Faenza. Il distacco dall'istituto mercuriale dalla vetta è di oltre 16 punti. Va meglio per i diplomati del "Marconi", con l'istituto di viale Della Libertà al quinto posto dietro al "Luigi Bucci" di Faenza, ma staccato di circa 12 punti dal "Blaise Pascal" di Cesena (sul podio il "Nullo Bandini" di Ravenna e il "Giuseppe Compagnoni" di Lugo). Terz'ultimo posto per il "Saffi-Alberti", mentre chiude la classifica l'Istituto Tecnico Aeronautico "Baracca". Per quanto riguarda l'Istituto Tecnico Economico Matteucci, l'indice occupazione è del 62%, con 182 giorni d'attesa per il primo contratto significativo. L'Istituto Tecnico Industriale "Marconi" ha invece un indice occupazionale del 68%, con 153giorni medi di attesa per ottenere un contratto significativo.

In merito gli indirizzi professionali, il "Pellegrino Artusi" di Forlimpopoli è al secondo posto, tra il "Tonino Guerra" di Cervia e l'"Artusi" di Riolo Terme, mentre chiude la classifica il "Ruffilli". L'indice di occupazione dei diplomati dell'Artusi è del 73%, con il 65% degli occupati che ha lavorato più di sei mesi in due anni. L'attesa per il primo contratto significativo è di 133 giorni (era di 117 lo scorso anno). Il 7,5% ha un contratto permanente a tempo indeterminato dopo due anni di lavoro, percentuale in flessione (nel 2020 era del 23,3 e nel 2021 del 14,2%%).

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