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Diocesi / Castrocaro Terme e Terra del Sole

Con la Domenica in Albis ritorna a Castrocaro la festa patronale della Madonna dei Fiori

La festa patronale della Madonna dei Fiori è in programma a Castrocaro dal 15 al 17 aprile. Domenica spiccano alle 16 la messa solenne, la processione e la Fiorita dei bambini alla Madonna, presiedute dal vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza

Con la Domenica in Albis, cioè la Domenica dopo la Pasqua di Resurrezione, a Castrocaro ritorna la festa patronale della Madonna dei Fiori. Alle 16.30 di sabato 15 aprile, presso la chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Nicolò e Francesco, inizio solenne dei festeggiamenti con l’adorazione eucaristica, seguita alle 18 dalla messa prefestiva e alle 21 dall’elevazione spirituale “Ave Maria Madre della Vita”, canti e letture con il Coro di Castrocaro e Terra del Sole. Domenica 16 aprile, oltre alle funzioni liturgiche delle 8 e delle 11, celebrata dal parroco don Urbano Tedaldi in diretta su Teleromagna, spiccano alle 16 la messa solenne, la processione e la Fiorita dei bambini alla Madonna, presiedute dal vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza.

La processione con l’immagine mariana, contornata da enormi mazzi di garofani, nonché accompagnata dai tradizionali “ceri” e dal Corpo Bandistico Cittadino offerto dall’Amministrazione comunale, percorrerà viale Marconi, via Martiri, via Gramsci, via Sorgenti, piazza Mazzini, via Roma e rientro in chiesa. “Si invitano le Famiglie che abitano lungo il percorso - scrive il parroco don Tedaldi nel Notiziario settimanale “Incontri” - a dare testimonianza di fede esponendo drappi, lumi, addobbi alle proprie case (e, ovviamente, partecipando anche alla Processione)”. In caso di maltempo, la Fiorita dei bimbi si terrà in chiesa al termine della messa, mentre la processione sarà rimandata alle 20 di lunedì. Per l’intera giornata di domenica, nell’area mercatale (parcheggio Poggiolini) si terrà anche la tradizionale fiera ambulante, che metterà in mostra una vasta gamma di prodotti legati al territorio, anche di carattere enogastronomico.

Per lunedì 17 aprile, il programma prevede, dalle 8 alle 18 l’adorazione eucaristica, alle 18 la santa messa per gli iscritti alla Compagnia della Beata Vergine, alle 20.30 recita del rosario, canto delle litanie e reposizione dell’immagine della Madonna dei Fiori nell’altare dedicato. Nei giorni della festa saranno distribuiti i tradizionali garofani (ne verranno preparati circa 7.000) e sarà possibile rinnovare l’iscrizione alla Compagnia mariana. “Come Comunità parrocchiale - continua il Notiziario - ci sembra doveroso dedicare un mazzo di garofani in memoria di Tonino Mantellini, che per tanti anni ne ha curato la composizione, e di Don Oreste, scomparsi entrambi in quest’ultimo anno”. La grande devozione tutta castrocarese per la Madre celeste nasce nel 1632: la popolazione locale, preservata dalla terribile peste dei due anni precedenti, fece solenne voto di organizzare ogni anno, nella domenica “in albis”, la festa della Madonna che sarà poi detta “dei Fiori”. L’effige della Beata Vergine è uno stucco a bassorilievo ricavato da un calco dell’opera dello scultore fiorentino Donato di Niccolò di Betto de Bardi, detto Donatello, oggi conservato nel Museo Federico di Berlino.

“Il ritrovamento di tale pregevole stucco e l’attuale denominazione di Beata Vergine dei Fiori - scrive Giuseppe Mengozzi nel suo libro ‘Castrocaro storia e tradizioni’ – sono legati a leggende antichissime”. C’è chi afferma che l’immagine, portata a Castrocaro da qualche autorità o famiglia fiorentina (fino al 1923 la località termale è stata parte integrante della Toscana), sia stata rinvenuta in un giardino, infissa ad un pilastro, in mezzo a folti cespugli fioriti di prugnoli e circondata da un’intrecciata ghirlanda di bellissime ciocche di alti fiori freschi. L’ipotesi più verosimile parla di Madonna dei Fiori semplicemente perché l’evento si tiene in primavera. E’ invece accertato storicamente che Castrocaro non sia stata toccata dalla “morte nera” portata in Italia nel 1630 dalle truppe tedesche, scese in Lombardia per combattere a fianco del Duca di Mantova. La peste fece strage un po’ ovunque nella Romagna Toscana, salvo che a Castrocaro e Terra del Sole. La gente del posto, che si era rivolta preventivamente alla protettrice celeste, ascrisse alla Madonna la miracolosa esenzione dal contagio. Fino alla fine degli anni 80 del XX secolo, l'inizio dei festeggiamenti patronali avveniva con l'accoglienza solenne del vescovo diocesano, che rimaneva ospite in paese per tutta la durata delle celebrazioni. 

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