Cronaca

Contagi in calo, "La ripartenza non è un azzardo. Serve equilibrio per vivere un'estate più tranquilla"

"Il comportamento dei cittadini è un elemento fondamentale, con distanziamento, igienizzazione delle mani e l'uso della mascherina", sottolinea Masperi

Le riaperture annunciate dal governo, a cominciare dal 26 aprile, sono un rischio calcolato? "A giudicare dall'andamento dei dati epidemici non è un azzardo, ma è un rischio che va in qualche monitorato. Vanno fatte riaperture graduali, valutando di settimana in settimana l'andamento della situazione". E' l'opinione del direttore dell'ospedale “Morgagni Pierantoni” di Forlì, Paolo Masperi, intervenuto nel corso del consueto appuntamento di pubblica utilità su Facebook a cura del parlamentare Marco Di Maio e del direttore del dipartimento Testa-collo di Ausl Romagna, Claudio Vicini. "In Romagna c'è una conferma di questo andamento - osserva Masperi -. Dopo il picco avuto nella metà di marzo, c'è stata una discesa progressiva dei contagi. In questa settimana, pur con una discesa meno rapida rispetto a quella precedente, abbiamo registrato una lieve diminuzione".

IL COMPORTAMENTO - "La responsabilizzazione è fondamentale - rimarca Vicini -. La Sardegna è passata da zona bianca a zona rossa in meno di un mese. Tutto cade se ci facciamo prendere dall'euforia. A San Francisco, quando ci fu il virus della Spagnola, ci furono tre notti di festeggiamenti per la fine dell'epidemia, nei tre mesi successivi ebbe più morti del periodo precedente. Se rompiamo le righe e non rispettiamo le solite regole, la probabilità di altri contagi è altissima. Mail premier Mario Draghi e il ministro Roberto Speranza hanno evidenziato questo aspetto, spiegando che si tratta di una apertura monitorata e condizionata dal comportamento dei cittadini e a cosa sul campo si vedrà".

"Il comportamento dei cittadini è un elemento fondamentale, con distanziamento, igienizzazione delle mani e l'uso della mascherina - sottolinea Masperi -. Poi giocano altri tre fattori, che si sono già visti nel tempo: dopo la prima ondata dello scorso anno abbiamo vissuto un'estate con pochissimi nuovi positivi, salvo dei cluster registrati per eventi particolari a seguito di feste. Questo ci fa dire che un elemento favorevole è la stagione estiva. Ma tra la seconda e la terza ondata, tra novembre e dicembre, e tra febbraio ed aprile, non c'è stato un calo importante dei nuovi positivi, ma siamo rimasti su numeri molto elevati che hanno impegnato a livello importante gli ospedali, ed un livello di criticità elevato. In questo caso hanno giocato a sfavore due elementi: la stagione fredda e le varianti che sono subentrate. Ora bisogna gestire un equilibrio tra un fattore positivo, cioè l'arrivo dell'estate, e l'esistenza di nuove varianti, il tutto considerando che abbiamo un'arma in più, che sono i vaccini. Con un moderato ottimismo, se riuscissimo ad avere comportamenti corretti, prima regola da rispettare, l'equilibrio tra estate, varianti, vaccini e terapie monoclonali potrebbero aiutarci a vivere un'estate un po' più tranquilla".

SITUAZIONE OSPEDALI - Al calo dei contagi corrisponde un graduale allentamento della pressione negli ospedali. "E' un andamento classico e risaputo - osserva Masperi -. Al picco dei nuovi positivi corrisponde un ritardo di circa dieci giorni del picco dell'ospedalizzazioni. E dopo questo picco, circa una settimana dopo, corrisponde il picco dei ricoveri in terapia intensiva. E' una situazione classica: positivizzazione, dopo circa una settimana l'aggravamento, ricovero in ospedale e in caso di complicanze segue il ricovero in terapia intensiva e purtroppo anche il decesso". La curva ha già raggiunto il suo massimo: "In Romagna c'è stato tra il 15 e il 22 e in quella successiva abbiamo avuto il massimo dei ricoveri. In Romagna il 22 avevamo 780 ricoveri, poi con la riduzione dei nuovi positivi stanno calando progressivamente ricoveri progressivamente. Al 16 aprile eravamo a 560, quindi la riduzione dei ricoveri segue fedelmente il calo dei positivi".

I DECESSI - Con la progressione della campagna vaccinale si è registrato un calo dei decessi. "La prevenzione è l'arma più efficace che abbiamo contro le problematiche più importanti che il covid ci riserva dal punto di vista clinico. Dopo la somministrazione della prima e seconda dose agli operatori sanitari e agli anziani delle case di riposo, nella terza ondata abbiamo riscontrato che non c'è stato un picco così importante di contagi tra gli over 85, segno che le vaccinazioni hanno dato un risultato. E anche sui dipendenti sanitari è crollato il picco di nuovi positivi. Quindi la vaccinazione è efficace. E nei casi in cui si contrae il virus e ci si ammali, gli effetti clinici sono molto più blandi di quanto non lo sarebbero in soggetti non vaccinati".

TERAPIE MONOCLONALI - La terapia è considerata un valido contributo nella lotta contro il virus: "Viene praticata in modo precoce sui pazienti a rischio (obesi, dializzati e affetti da diabete non controllato, ndr) e che abbiano una sintomalogia della patologia classificata da lieve a moderata, da sommiistrare entro i primi cinque giorni. Quindi l'obiettivo è quello di prevenire le complicanze". La terapia è iniziata questa settimana. "I pazienti vengono monitorati per circa 15-20 giorni per vedere l'andamento malattia, poi a 30 giorni vengono raccolti i dati ed inviati ad un registro nazionale per capire cosa succede dal mondo della somministrazione. E da questi numeri sarà stilata una valutazione statistica in modo da avere una significatività della valutazione che è possibile fare".

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