"Virus perfido, si sconfigge solo se ognuno fa quello che deve"

Il professor Claudio Vicini, direttore del Dipartimento "Testa-collo" dell'Ausl Romagna e otorino di prestigio internazionale, è intervenuto nel nuovo approfondimento di pubblica utilità sul coronavirus sulla pagine Facebook del parlamentare Marco Di Maio

"Ogni spostamento è a rischio. Chi è infetto lo propaga, mentre chi non lo è rischia di prenderlo. E' importante che ognuno rifletta e capisca cosa sia necessario e superfluo". E' l'appello che lancia il professor Claudio Vicini, direttore del Dipartimento "Testa-collo" dell'Ausl Romagna e otorino di prestigio internazionale nel nuovo approfondimento di pubblica utilità sul coronavirus sulla pagine Facebook del parlamentare Marco Di Maio. Il governo, la Regione Emilia Romagna ed i Comuni nel corso delle ultime settimana hanno emenato una serie di decreti ed ordinanze per fronteggiare la diffusione del coronavirus. Vicini evidenzia come quello della restrittività sia "un tema culturale. Le persone devono capire che muoversi senza un valido motivo equivale a fare possibili danni. Ognuno di noi deve fare i conti con la propria coscienza. Sono i comportamenti individuali a fare la differenza".

Nel frattempo aumentano i numeri di contagi e vittime. "La situazione nazionale sta procedendo come era prevedibile - premette -. Siamo nel pieno della crisi ed occorre il massimo impegno da parte di tutto. I casi continueranno a salire e bisogna evitare aspettative positive. Ma allo stesso tempo occorre non essere negativi, perchè potrebbe vanificare gli sforzi dell'isolamento. La sfida è rallentare il contagio in questo contesto "vegetativo" del Paese, stando a casa e gestendo la situazione col buon senso. E' un virus misterioso del quale non si conoscono ancora tutti i dettagli". E al momento, sostiene il professore, "non ci sono elementi che ci consentano di prevedere il picco. Questo dato serve alla nostra emotività, ma non alla razionalità. Il picco sarà più precoce quanto saremo bravi noi ad essere responsabili a rispettare le consegne e cercare di fare rispettare queste norme diramate, aldila che siano state scritte bene o male. Occorre evitare gli assembramenti".

Asintomatici e contagi

Si lotta tutti i giorni per rallentare la diffusione del coronavirus. E le attenzioni dei cittadini sono focalizzate sul capire i comportamenti che deve tenere un soggetto che può aver manifestato un'eventuale positività con tosse e raffreddore. "E' contagioso ed è stato dimostrato. L'unico modo scientifico per capire con certezza il comportamento di un portatore sano asintomatico sarebbe seguirlo nel tempo con una serie di tamponi e vedere quanto tempo impiega a diventare negativo, ma non ce lo possiamo permettere. L'Organizzazione mondiale della sanità ha sancito recentemente che un soggetto sintomatico deve stare in casa per quindici giorni dal giorno dell'ultimo sintomo significativo, come un colpo di tosse, febbre o raffreddore. A quel punto teoricamente dovrebbe essere non più infettante". Tuttavia "nel periodo di incubazione il tampone può dare anche un falso negativo, perchè non ha una sensibilità del 100%". Il professore ha dato una sua interpretazione sui comportamenti da adottare se si esce per necessità: "L'ideale sarebbe lavare tutto, ma dobbiamo attestarci ad un livello della ragionevolezza per evitare la paranoia".

Sintomi

I sintomi cardine del coronavirus, ricorda Vicini, "sono febbre e tosse, presenti in tutta la quasi totalità dei casi gravi. Poi ci sono i sintomi corellario come la grande stanchezza, spossatezza, dolori muscolari, secrezione nasale (naso che cola, ndr), perdita di olfatto e sapori e diarrea. C'è una combinazione di sintomi. Tra questi c'è anche la congiuntivite". Ma le manifestazioni "che ci devono allarmare sono il fiato corto, febbre e tosse". 

Strascici

Il coronavirus lascerà degli strascici sui pazienti? "Al momento non c'è una conoscenza. I paziente guariti sono stati seguiti per poco tempo. Non lo sappiamo esattamente".

Riutilizzo mascherina

Sono le mascherine i dispositivi di protezione più richiesti, ma difficilmente se ne trovano in commercio. Quelle a disposizioni si possono utilizzare? "Teoricamente le mascherine sono monouso e sto cercando di capire se si possono ripristinare. Se mancano evidenze ci si basa sul buon senso. Quello che posso suggerire è che vengano riposte all'esterno. Metterla solo al sole non serve per sterilizzarla. Lavarla, soprattutto nella parte esterne, potrebbe andare bene, ma dipende dal grado di resistenza. Non serve metterla nel freezer, perchè in questo modo si conservano gli agenti infettanti".

Tempo di vita sulle superfici

Sul tempo di vita del virus sulle superfici, Vicini spiega che ci sono degli studi approssimativi che manifestano una situazione differente di resistenza su metalli, plastica e carta. "Tutto ciò che è potenzialmente infetto va gestito come se lo fosse", è il suggerimento. Sulle sanificazioni delle strade, Vicini che si possa utilizzare la soluzione di ipoclorito di sodio nebulizzato.

Post picco

Vicini ricorda che una volta superato il picco "saremo nell'onda e non saremo fuori dal rischio, anche se si riducono. Bisogna lavorare sull'esperienza in Cina, Vo' Eugano e Codogno. A Vo' ci sono stati due casi recentemente. La vita riprenderà progressivamente. Quindi dopo il picco seguirà un periodo di prudenza che si allenterà, ma non bruscamente".

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