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Coronavirus, la situazione in Romagna. L'Ausl conferma: "Al momento non vi sono casi positivi"

E' quanto si legge in una nota diffusa agli organi di stampa dall'Ausl Romagna, in merito alla situazione riguardante il Coronavirus che, in particolare nella zona lombarda, ha visto diversi focolai di contagio e anche alcune vittime

"Tutte le articolazioni aziendali, afferenti al Dipartimento di Sanità Pubblica, alle Direzioni Mediche e Assistenziali e alla Medicina Territoriale, sono in condizione di massima attenzione rispetto all'evolversi della situazione, in stretto raccordo con gli organismi regionali e nazionali e pronti a predisporre eventuali ulteriori modalità attuative, logistiche e organizzative, in caso si renda necessaria la presa in carico di pazienti nelle strutture ospedaliere, in condizioni di massima sicurezza, come da protocolli già condivisi". E' quanto si legge in una nota diffusa agli organi di stampa dall'Ausl Romagna, in merito alla situazione riguardante il Coronavirus che, in particolare nella zona lombarda, ha visto diversi focolai di contagio e anche alcune vittime.

Tutto quello che bisogna sapere sul CORONAVIRUS: sintomi, modalità di trasmissione, prevenzione, viaggi, animali da compagnia

"Ciò doverosamente premesso, va ribadito che non sussistono al momento in Romagna motivazioni che inducano a prefigurare una situazione di allarme o di pericolo ne' al momento, casi positivi. Restano valide le raccomandazioni già rese note, in chiave preventiva. In particolare, come da indicazioni della Regione Emilia Romagna, cittadini che abbiamo il sospetto di aver avuto contatti con il virus, specie se presentano sintomi, sono invitate a non recarsi di persona in Pronto soccorso o presso altre strutture sanitarie, bensì a contattare il proprio medico di famiglia o il 118 in modo da ricevere ogni utile indicazione sul da farsi"

"In termini più generali restano inoltre validi gli inviti ad adottare le normali misure d igiene e prevenzione già previste per l'influenza, come lavarsi bene e spesso le mani per almeno venti secondi ed evitare se possibile contatti con persone che abbiano sintomi influenzali. Si ricorda che resta attivo il monitoraggio rispetto ad alunni, studenti e più in generale soggetti che siano di ritorno o abbiano avuto contatti con le zone a rischio ai quali è consigliato un periodo di quarantena" si conclude la nota dell'Ausl romagnola.

Il presidente Stefano Bonaccini ha deciso di intensificare i controlli nell’ambito del monitoraggio continuo della situazione. A partire dal test al Coronavirus al quale saranno sottoposti tutti i pazienti affetti da polmonite ricoverati in Terapia intensiva negli ospedali emiliano-romagnoli: il kit diagnostico della polmonite viene infatti inserito automaticamente nel test Coronavirus. La Cabina di coordinamento regionale si riunirà costantemente per valutare l’andamento epidemiologico e le misure da adottare. Nella riunione di oggi erano presenti il futuro assessore alla Sanità, Raffaele Donini (l’attuale, Sergio Venturi, è alle prese con una piccola indisposizione), l’assessore Paola Gazzolo (Protezione civile), Licia Petrapoulacos, direttore generale dell’assessorato alla Sanità, Rita Nicolini, direttrice dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maria Carla Re (microbiologa CRREM), Pierluigi Viale e Luciano Attara delle Malattie infettive del Sant’Orsola di Bologna.

Al momento, in assenza di un focolaio in Emilia-Romagna, si è deciso di attenersi rigorosamente all’ultima ordinanza del ministro della Salute. Prevede la cosiddetta “permanenza domiciliare”: chi torna dalla Cina oppure chi è stato in contatto con una persona risultata positiva in Italia deve restare a casa. Prima ancora c’è l'obbligo (e se non lo fa è sanzionabile) di riferire al Servizio di Sanità pubblica della propria azienda sanitaria di aver di aver viaggiato nelle zone a rischio negli ultimi 14 giorni.
In particolare, chi ha la possibilità di sostenere la quarantena a casa, avendo a disposizione una camera e un bagno personale, dovrà evitare contatti con altri famigliari e altre persone consumando i pasti nella propria camera, indossando mascherina protettiva e guanti in presenza di altre persone. Chi non fosse in grado di attuare tali misure la Regione e le Aziende sanitarie offriranno una sistemazione alternativa, anche in collaborazione con le associazioni di volontariato.
In entrambe le situazioni, il Servizio di Sanità pubblica garantirà il monitoraggio costante - due volte al giorno- delle condizioni di salute (febbre e altri sintomi) per tutta la durata dei 14 giorni di quarantena domiciliare.

Qualora si presentassero anche minimi sintomi verrà effettuato un tampone da personale sanitario al domicilio del paziente e nell’ipotesi nella quale risultasse positivo, trasferito con sistema del 118 appositamente attrezzato nei reparti ospedalieri di malattie infettive. Nell’ordinanza si ribadisce inoltre che i soggetti a rischio non si devono rivolgere spontaneamente a strutture sanitarie, per evitare possibili contagi. La raccomandazione rimane quella che, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso e neppure agli ambulatori dei medici di famiglia, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o, in caso di emergenza, il numero 118.

L’Istituto Superiore di Sanità e ministero della Salute in collaborazione con le Regioni, gli ordini professionali e le società scientifiche hanno definito un decalogo comportamentale per affrontare il rischio di contagio da Coronavirus. Poche semplici misure che ogni cittadino è tenuto a rispettare per contribuire a salvaguardare la propria incolumità e quella degli altri cittadini. Oltre ad indicare i principali sintomi della malattia (da non confondersi con un banale influenza) nel decalogo si va dalle raccomandazioni basilari di igiene come lavarsi spesso le mani, non toccarsi occhi e mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, coprirsi bocca e naso in caso di starnuti e colpi di tosse, fino alla pulizia delle superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
Altre indicazioni di tipo sanitario riguardano la raccomandazione a non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; contattare il numero verde 1500 in caso di febbre o tosse per chi rientra da zone a rischio da meno di 14 giorni. E ancora: utilizzo della mascherina solo se si è sospetti di essere malati o si assistono persone malate. Infine, occorre ricordare che i prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi e gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.

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