Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Coronavirus, l'Emilia Romagna resta "arancione". In arrivo ordinanza più soft: riaprono i negozi nei festivi

A darne la conferma è il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, intervenendo venerdì mattina alla trasmissione di La7 "Omnibus"

L'Emilia Romagna resta almeno fino al 3 dicembre compreso "zona arancione". A darne la conferma è il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, intervenendo venerdì mattina alla trasmissione di La7 "Omnibus". "Credo che i numeri dicano che possiamo tornare zona gialla ma presumo che ci andremo la prossima settimana", ha informato il governatore. In compenso pero' la Regione alleggerirà la situazione degli esercizi commerciali, che potranno riaprire gia' questa domenica.

LA NUOVA ORDINANZA - Chi resta aperto nei festivi e chi no: le novità

Sara' infatti rivista l'ordinanza regionale in scadenza: si tratta di quel pacchetto supplementare di misure che furono prese due settimane fa insieme a Veneto e Friuli Venezia-Giulia, allora tutte in zona gialla. "E' probabile che quell'ordinanza regionale un po' la sfumiamo - conferma Bonaccini -. Siccome tenevamo chiusi i negozi la domenica credo che decideremo di riaprirli gia' da questa domenica e permetteremo i corsi a livello individuale, se non ancora quelli collettivi, che avevamo sospeso. Siccome le cose vanno meglio la parte dell'ordinanza regionale cominciamo un po' ad allentarla, visto che le misure restrittive stanno pagando in termini di riduzione della curva. Noi avevamo un Rt che era attorno all'1,64 poche settimane fa- ricorda ancora Bonaccini- stiamo scendendo a poco sopra l'1. Le cose vanno decisamente meglio".

Ciò significa che nei giorni prefestivi e festivi, le grandi e medie strutture di vendita, sia con un esercizio unico, sia con più esercizi, comunque collegati, ivi compresi i complessi commerciali, sono aperti al pubblico Inoltre, nei giorni festivi possono stare aperte le attività di ogni tipo di vendita, anche in esercizi di vicinato, al chiuso o su area pubblica. Resta in ogni caso valida la chiusura di bar e ristoranti, con l’asporto consentito fino alle 22 e la consegna a domicilio senza restrizioni.

Le principali misure restrittive per la ‘zona arancione’

- Vietato circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute.

- Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all’altra e da un Comune all’altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. Raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all’interno del proprio Comune.

-Chiusura di bar e ristoranti, 7 giorni su 7. L’asporto è consentito fino alle ore 22. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni.

-Chiusura dei centri commerciali nei giorni gestivi e prefestivi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno.

-Chiusura di musei e mostre.

-Didatti a distanza per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori; didattica in presenza per le scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie.

-Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori.

-Riduzione fino al 50% per il traporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico.

-Sospensione di attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot macine anche nei bar e tabaccherie.

-Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema.

-Restano aperti i centri sportivi

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