Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Covid, analisi settimanale dell'Ausl: in Romagna "situazione di massima allerta"

Mattia Altini, direttore sanitario dell'Ausl Romagna, fa il punto sull'andamento dell'epidemia da covid-19, aggiornato alla prima settimana di marzo

"Ci troviamo in una situazione di massima allerta, ma stiamo lavorando notte e tempo, sfruttando ogni potenzialità, con grande sforzo di tutto il personale che ringrazio ancora una volta". Mattia Altini, direttore sanitario dell'Ausl Romagna, fa il punto sull'andamento dell'epidemia da covid-19, aggiornato alla prima settimana di marzo. Fino al giorno 7 si sono verificate sul territorio romagnolo 5.437 positività su un totale di 45.371 tamponi eseguiti (8210 nel distretto di Forlì). Il tasso di positività è passato al 12%, dal 10,5% che era nella settimana precedente. L'impennata riguarda principalmente i territori di Cesena (positivi il 15,8% dei tamponi) e Rimini (positivi il 12,8%), mentre Ravenna e Forlì hanno raggiunto il 10,2%.

L'incidenza dei nuovi casi su 100.000 abitanti è oltre la soglia limite dei 500 casi in particolare nell'area del Faentino (1159 casi), seguita dall'area cesenate e vallata del Savio (1.067), Rubicone (1.065) Riccione e il sud riminese (1112 casi ogni centomila abitanti in 2 settimane), Rimini e il nord riminese (900), Forlì (706), Lugo (631) e infine il Ravennate (583). La performance dei tempi di refertazione dei tamponi, entro le 48 ore, si mantiene molto alta, registrando il 99%. Rispetto alle previsioni del piano aziendale, si registra un tasso di occupazione di posti letto da parte di pazienti affetti da Covid che ci pone nel livello rosso.

All'8 marzo sono 576 i pazienti ricoverati, di cui 43 in terapia intensiva. Dopo sei settimane consecutive in cui il tasso di occupazione andava continuamente riducendosi, per la terza settimana consecutiva si è assistito ad un aumento rispetto alla settimana precedente di circa il 34% per le degenza ordinaria e di circa il 30% per la terapia intensiva. I focolai sono in continuo aumento nelle scuole (5 quelli attivi all'8 marzo nel Forlivese, 86 nel Ravennate, 75 nel Riminese e 49 nel Cesenate), mentre si stanno spegnendo nelle case residenziali per anziani (3 nel Ravennate ed uno nel Forlivese). Anche negli operatori sanitari si assiste a una drastica riduzione delle nuove diagnosi in rapporto alla campagna vaccinale, con la quota dei potenzialmente immuni al 79,3%. Il numero dei decessi è in flessione: dall'inizio dell'epidemia sono stati 365 i morti nel Forlivese su 10501 casi totali, con un tasso di letalità del 3,5%.

"Con questi indicatori che delineano un quadro di deciso peggioramento epidemiologico della curva pandemica in tutti i comprensori, connesso alla diffusione delle nuove varianti anche tra le fasce più giovani della popolazione - spiega Altini -, si conferma la decisione condivisa con i tutti sindaci e adottata dalla nostra Regione di portare tutta la Romagna, senza eccezioni, in zona rossa. Una misura inevitabile, che certamente non piace a nessuno, ma necessaria per limitare l'aumento dei contagi  e dei ricoveri, che sono in forte crescita. Dopo sei settimane consecutive in cui il tasso di occupazione andava continuamente riducendosi, infatti, per la terza settimana consecutiva assistiamo ad un aumento rispetto alla settimana precedente di circa il 34% per le degenze ordinarie e di circa il 30% per la terapia intensiva".

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