Covid, il vigile del fuoco di Predappio lotta da più di due mesi in Terapia intensiva

Quella del vigile del fuoco di 52 anni è il caso più grave per quanto riguarda la comunità di Predappio, che ha visto 7 decessi, se si considera anche quello di Raffaele Laghi, residente a San Lorenzo in Noceto

E' ormai da da oltre due mesi in terapia intensiva all'ospedale di Cesena il pompiere di Predappio di colpito dal Coronavirus e riscontrato positivo il 5 di marzo. Quella del vigile del fuoco di 52 anni è il caso più grave per quanto riguarda la comunità di Predappio, che ha visto 7 decessi, se si considera anche quello di Raffaele Laghi, residente a San Lorenzo in Noceto e quindi nel comune di Forlì ma con la sua vita gravitante nel paese della valle del Rabbi. Il ragguaglio viene dal sindaco Roberto Canali che in un post indirizzato alla cittadinanza specifica la situazione di Predappio: "La situazione nel nostro Comune è questa: oltre al nostro pompiere ricoverato in terapia intensiva a Cesena al quale è sempre rivolto il nostro pensiero, abbiamo ancora 11 nostri concittadini positivi in isolamento domiciliare, fortunatamente tutti in discrete condizioni di salute.  Molti di loro sono in attesa di tamponi di controllo che, ci auguriamo, ne sanciranno la guarigione al più presto, in modo da potersi unire all'elenco degli altri 14 già guariti".

Ed ancora: "Dal 2 maggio scorso nel nostro comune, non si sono registrati nuovi casi di Covid19, segno evidente che, anche qui, le misure restrittive alle quali ci siamo sottoposti hanno dato riscontri positivi. E' importante che tutti continuino ad osservare le disposizioni emanate, anche durante questa fase 2 che è decisiva in funzione delle prossime scelte che governo e regione faranno. Le misure attualmente sono meno restrittive ma è necessario continuare a porre grande attenzione ai comportamenti, evitando i contatti interpersonali ravvicinati e, ovviamente, gli assembramenti".

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Quindi il monito: "Ad oggi pare siano le aree verdi le zone più a "rischio" e che siano i giovani che abbiano interpretato questa fase come un liberi tutti. Raccomandiamo quindi ai giovani in età scolare di porre grande attenzione ai loro comportamenti ed ai loro genitori di sensibilizzarli in questo senso.  Più in generale manteniamo vivi l'attenzione e il senso di responsabilità che la stragrande maggioranza ha dimostrato in questa grande emergenza; non ne siamo fuori ma vediamo la luce in fondo al tunnel e non vogliamo che niente ce la spenga".
 

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