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Diritti umani e democrazia: master per studenti dei Paesi balcanici

Un traguardo importante che permette a docenti e corsisti di proseguire con slancio nel cammino intrapreso, approfondendo tematiche cruciali per la convivenza pacifica in Europa

Vengono da Serbia, Bosnia-Erzegovina, Albania, Montenegro, ma anche da Russia, Polonia, Italia. Sono i trenta corsisti del Master ERMA dell’Università di Bologna, che dal 27 agosto fino al 12 ottobre sono riuniti nella sede CeUB di Santa Sofia per discutere di democrazia e diritti umani nell’ambito dell’European Regional Master in Democracy and Human Rights in South-East Europe, diretto dai professori Stefano Bianchini e Francesco Privitera dell’Università di Bologna e da Zdravko Grebo dell’Università di Sarajevo.

Giunto alla 13esima edizione, ERMA ha alle spalle un percorso in crescita coronato dal riconoscimento, da parte della Commissione europea, come migliore programma internazionale su questi temi per qualità didattica e organizzazione, tanto da essere stato inserito nel bilancio settennale dell’Unione Europea fino al 2021.

Un traguardo importante che permette a docenti e corsisti di proseguire con slancio nel cammino intrapreso, approfondendo tematiche cruciali per la convivenza pacifica in Europa. Dopo aver superato una serie di esami all’Università di Sarajevo e svolto un periodo di tirocinio in un’Organizzazione Non Governativa nei Balcani, i trenta studenti selezionati per il corso a Santa Sofia partecipano a seminari ed incontri e preparano la propria tesi finale, che discuteranno il 22 ottobre prossimo nell’ateneo della capitale bosniaca, davanti ad una commissione composta da docenti delle università di Bologna e Sarajevo e degli altri Atenei partner del progetto (fra cui la London School of Economics e le Università di Graz, Bokum, Peloponneso, Zagabria, Belgrado, la Higher school od Economics di Mosca e la New Bulgarian University di Sofia).

“Tema centrale dei seminari di quest’anno a Santa Sofia– spiega Stefano Bianchini, co-direttore del master – è stato quello delle minoranze, indagate sotto il profilo economico e sociale. Sono stati affrontati casi specifici come quelli dell’Ucraina, dello status di rom ed ebrei, esaminando anche le problematiche legate ai nuovi gruppi etnici minoritari che si sono venuti a creare a seguito delle migrazioni. Un focus è stato riservato al tema dei rapporti di genere, della violenza sulle donne e delle discriminazioni di cui soffrono gay e lesbiche nei Balcani. E prima della consegna finale dei diplomi – conclude Bianchini – terremo a Sarajevo una conferenza, sul tema del traffico illegale di minori dai Balcani”.

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